La manifestazione "viola" del 5 dicembre convocata a Roma ha avuto un indubbio successo oltre alle più rosee attese dei promotori, un gruppo di una dozzina di coraggiosi internauti , chi comunica e socializza utilizzando con destrezza internet e sms. Subito dopo il pronunciamento della Consulta che bocciò per incostituzionalità il lodo Alfano quel gruppo mise in moto un tam-tam mediatico per la realizzazione del “B-day”.

L’arcipelago viola (colore indicato per dare un simbolo visivo alla manifestazione) è cresciuto di giorno in giorno fino a convincere i promotori a scegliere come punto conclusivo P.zza San Giovanni, buttando come si dice “il cuore oltre l’ostacolo”. Sono stati premiati al di là del balletto sulle cifre!

D’altronde la discrasia sul numero dei partecipanti – sempre più ampia – da anni contrappone i promotori di una manifestazione con la Questura e con la parte politica oggetto della contestazione. Nel caso della fiumana viola di domenica , in gran parte composta da giovani, le valutazioni governative e della Questura (90.000) sono addirittura di 10-15 volte inferiori di quelle degli organizzatori ( oltre un milione). Si rischia il ridicolo e la credibilità sullo stato dell’informazione del nostro paese, dove la matematica sta diventando solo un’opinione. La stima di quanti possano occupare un metro quadrato di un luogo di cui si conosce con esattezza la topografia rimane un rebus irrisolto, come la durata di un flusso su un dato percorso di tot metri quadrati. Da molti anni ciò capita per gli opposti schieramenti politici e le manifestazioni sindacali unitarie e non hanno certamente fatto da apripista a questo metodo che mina alla lunga la credibilità di tutti coloro che esercitano rappresentatività pubblica e/o di movimenti. Non sarebbe così difficile introdurre metodi di valutazione di riferimento contenendo in valori accettabili lo scarto delle diverse valutazione .

Al riguardo, segnaliamo la pungente ironia de “Il Sole 24Ore” – inserto di domenica 6 dicembre – che stigmatizza così la disinvoltura di valutazione della partecipazione alle manifestazioni : “ …. di questo passo, si potrebbe anche affermare che con Biancaneve c’erano…cinquanta nani” .  

Comunque sia erano tanti, moltissimi, nella maggioranza mobilitati con il “passa parola” su internet, in alcune città con la duplicazione di copie da infilare nelle buche da lettere del proprio e del vicino condomino. Certamente erano molti di più di quando nella stessa P.zza di San Giovanni, oltre dieci anni fa, Berlusconi convocò per la prima volta in manifestazione il suo “popolo della libertà”. L’annuncio dal palco fu “siamo un milione”, il “Corriere della Sera” retificò di poco in 800.000 eppure erano di gran lunga di meno di quelli che hanno partecipato alla manifestazione “viola” di sabato pomeriggio.

 

Torna alla mente un altro fatto di anni fa, accaduto in Spagna, alla vigilia di quelle elezioni politiche che decretarono, a sorpresa, la vittoria di Zapatero. Pochi giorni prima del voto ci fu un grande attentato terroristico con decine di morti nelle stazioni ferroviarie spagnole. Il governo disse alcune grosse bugie su quel fatto; un giovane fece scattare il tam-tam degli sms per una manifestazione di protesta nel centro di Madrid per protestare contro quella manipolazione; poteva essere un flop, invece quel gesto temerario si trasformò in un’inaspettata manifestazione di massa, grandiosa che contribuì – dissero i commentatori –  al voto elettorale che inaspettatamente decretò la sconfitta di Aznar.

 

Le nuove tecnologie hanno modificato e possono ancora modificare profondamente la politica. Non solo per rendere “passiva” l’opinione pubblica agli input dei media, ma chiedendo di “mettere la faccia”, di mobilitarsi, di rendersi co-protagonisti.

Le televisioni  di regime hanno “dimenticato” la manifestazione di sabato pomeriggio e faranno di tutto per farla dimenticare.

 

Anche in casa Cisl , e sulla relativa carta stampata, l’inedita incubazione e la preparazione della manifestazione voluta e fatta da giovani per settimane non ha interessato più di tanto perché non convergeva  con “la strategia responsabile e di coesione “ promossa da tanti mesi da suo quartier generale. Si ripeterà questo atteggiamento di non nobile distacco  o qualcosa si muoverà, sotto l’apparente tranquillità, dopo quanto visto a Roma il 5 dicembre?

 
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *