Gli spettacolari risultati della Hyundai e della sua affiliata Kia in Europa ( la sola casa automobilistica che ha aumentato sia i volumi di produzione che la quota di mercato in USA ) ,stanno attirando l’attenzione degli analisti organizzativi. Si comincia a parlare, in ricerche presso Università americane,  di un “modello Hyundai”  a cui , riteniamo, sarebbe bene dediocare attenzione. Non mancano i collegamenti con i nostri problemi nel settore. Per questo pubblicheremo nel sito specifici abstract .

Il modello sembra funzionare molto bene negli USA ma in Sud Korea , il paese natale, è fonte di tensioni. Il motivo ? I rapporti sindacali non certo idillici. In Korea ci sono due  confederazioni  presenti soprattutto nel settore pubblico e nelle grandi imprese. Il paese è di tradizione buddista ma tra gli attivisti del sindacato non mancano i cattolici grazie alla presenza di una GIOC molto attiva. Nonostante il basso tasso di sindacalizzazione i sindacati godono nel paese un grande rispetto per la loro battaglia ( con morti e detenzioni ) per la democrazia negli anni 80. Colpire il sindacato è pertanto un fattore politico carico di significato simbolico con  possibili conseguenze politiche. Ma il Governo pare ora deciso sulla spinta dei grandi gruppi e con la motivazione che l’azione sindacale rende il paese non attraente agli investimenti stranieri ad intervenire nel sistema di relazioni con drastici provvedimenti di legge .Dopo quasi un anno di discussioni il Governo ha richiesto alle imprese di non pagare i permessi sindacali. La sezione sindacale della Kia ha già annunciato in caso di approvazione e applicazione della legge azioni di sciopero. In altre aziende si cercano compromessi locali. La situazione più tesa è quindi nell’industria auto. “ Questo è un tentativo di sbarazzarsi del sindacato “ ha detto Woo Moo-sook leader della Confederazione , “ Kia è il caso peggiore. L’azienda ha sospeso ogni tipo di diritto , compresa la formazione sindacale che si svolge grazie ai permessi. Ha disconnesso internet dagli uffici del sindacato”.

Si prevede pertanto un’estate calda. Il sindacato è sotto tiro e l’ipotesi che il “modello di produzione Hyundai” c’entri non è tanto peregrina. Forse non è più la lean production dove per il sindacato ,comunque, è previsto teoricamente un ruolo ,da cui i koreani si discostano, il riferimento generale per chi produce auto. Anche in Europa con pesanti conseguenze.

 

 

T. Ferigo
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