Il sito www.il9marzo.it  pubblica, nell’arco di 24 ore, due articoli su Tutti contro la Fim; senza questa meritoria informazione poco o nulla si saprebbe del tentativo in atto di commissariamento della Fim-Cisl Nazionale o, in alternativa, di costringere alle dimissioni il segretario generale Marco Bentivogli, reo secondo il documento-lettera sottoscritto all’unanimità dai componenti dell’Esecutivo Cisl, dei peggiori reati contro l’immagine della Cisl e l’onorabilità dei suoi dirigenti. Un copione già visto!

Con la modalità inedita e grave – a lato della kermesse dell'Assemblea Organizzativa – che vede i componenti dell’esecutivo Cisl sottoscrivere, all’unanimità, dichiarazioni di inappellabile condanna su cose dette ( e molte altre presunte) da Bentivogli anche se la gran parte di essi non le ha ascoltate ma le sono state riferite…. non certo da messaggeri alati

Nello scambio di lettere, di questi giorni, tra il segretario della Fim e la segretaria generale Cisl (vedi allegati) si poteva intuire che a Bentivogli, nella verve del suo polemico intervento, in qualche passaggio fosse “slittata la frizione” con frasi fuori luogo o sbagliate, ma assai più grave sono i giudizi formulati senza esplicitare contesto e fatti, sottoscritti dai membri dell’Esecutivo Cisl (v.allegato), un metodo di condannare l’agire critico che ricorda le peggiori prassi sanzionatorie prive di contraddittorio di chi è sotto accusa.

Pertanto nella saga degli errori è meglio stare dalla parte di Marco Bentivogli, auspicando che sia capace con un atto del suo Consiglio Generale di invertire la rotta di collisione indicata dalla Segreteria Confederale Cisl e dall’esecutivo nazionale Cisl. 

2/Tutti contro la Fim   www.il9marzo.it

A questo link potete leggere il documento acidello con cui, in particolare alle ultime righe, si preannuncia il commissariamento della Fim per punirne il segretario generale. Un commissariamento per il quale non ci sarà neanche il tentativo di opposizione che fu tentato in occasione di quello della Fp, visto che c’è anche qualche firma di qualcuno/a che quella notte votò contro, assieme a Marco Bentivogli e ad altri.

Si va verso una conclusione ampiamente prevedibile da tempo; almeno da parte nostra, tanto che l’avevamo scritto il 19 aprile 2016 nel post “Il precedente”, in particolare alle ultime righe. Perché il modus operandi della cricca che ha preso il controllo di Via Po 21 è sempre lo stesso: incapaci di gestire i problemi sul piano politico, si abusa del proprio potere per eliminare chi dà fastidio.        admin 11 luglio 2019 0 Commenti

1/Tutti contro la Fim

Oggi, 11 luglio 2019, è ufficialmente partito l’assalto contro l’ultima federazione che, bene o male, non era del tutto allineata a Via Po 21.

Tutti i membri dell’esecutivo della Cisl, all’unanimità come per il commissariamento della Fai, hanno firmato una lettera di stampo stalinista che prepara il processo politico contro Marco Bentivogli (che da oggi, per solidarietà, non chiameremo più Marcolino) e quindi la sostituzione con qualcuno fedele a chi comanda. Le accuse assomigliano a quelle che si rivolgevano nel Pcus contro i dissidenti: protagonismo, frazionismo, soggettivismo piccolo-borghese, deviazionismo ideologico, o giù di lì.

Contiamo di pubblicare al più presto il testo di questo documento e aspettiamo di vedere se questa volta ci sarà qualcuno in giro per l’Italia che si farà sentire. Non pro o contro Bentivogli, ma a difesa della autonomia della Fim contro il centralismo democratico di stampo stalinista che sta finendo di soffocare la Cisl. admin 11 luglio 2019 10 Commenti

Vedi anche il documento dell' Esecutivo Fim-Cisl approvato all'unanimità l' 8-7-19 a Roma.

Allegato:
i_documento-lettera_contro_bentivogli_esecutivo_cisl.pdf
furlan-bentivogli_lettere_di_burrasca_il9marzo.pdf
documento_esecutivo_fim_cisl_roma_8-7-19.doc

1 commento
  1. redazione-d84
    redazione-d84 dice:

    Il giorno mar 23 lug 2019 alle 01:56 bruno della calce ha scritto:
    Certo, il copione. Se questa vicenda avrà un epilogo, sarà quello come ” da copione” del tempo che attraversiamo. Gli antidoti alla degenerazione della demos debole associativa sono stati dispersi da tempo. Non si trovano antidoti e nessuno ne vuole cercare…da tempo. il morbo del “parkeggio” perpetuo che prevede di non mettere in discussione ciò che si decide dall’alto è diffuso in questo tempo. E tuttavia, da tempo, troppo tempo si usa l’attesa come antidoto alla dettatura dei comportamenti doverosi preventivamente indicati nel decalogo del bravo associato alla “organizzazione”. E’ un atteggiamento ormai diffuso. Ne resto non certo allibito o deluso, ma convito…da tempo.
    Eppure è importate il governo del tempo, del proprio tempo che passa. Con gli anni il fattore tempo diventa sempre più risorsa preziosa e perciò o si decide di autogovernare il proprio tempo o di farselo dettare. In questo che era un sindacato e che ora è una “organizzazione” che privilegia l’autogoverno del tempo degli appartenenti ad essa e di come utilizzarlo, si tratta di un declino inarrestabile già iniziato ed è in progress senza profit. Non c’è più il soggetto principale, il lavoratore, il lavoro nemmeno come quello costituzionalmente inteso,l fulcro della attività umana. Non serve più la presenza sul luogo di lavoro. Tutto ciò non ha senso e forse proprio nell’accentuare questo non senso, il mondo del lavoro quotidiano che si rappresenta(va) osservando le prestazioni e il loro divenire, allorquando non sarà più rappresentato, forse l’organizzazione finalmente consacrerà la sua vera ragion d’essere: la categoria della ORGANIZZAZIONE che pensa a se stessa. La categoria per eccellenza, la sola e una categoria. Ma è un’altra cosa. E se è un’altra cosa, essa è estranea sia all’interesse, sia al tempo utilizzato da chi lavora

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