Si avvicina il giorno del voto referendario, i sostenitori del Sì e del No perseverano nel clima da “derby” calcistico avviato dai primi giorni. Ci sono state lodevoli eccezioni come ad esempio le 15 schede di Lavinia Rivara, su La Repubblica, delle quali riproponiamo in questo abstract la presentazione e i relativi link di attivazione. Alleghiamo altri cinque articoli. Quello Marcelle Padovanì, che ha scritto articoli critici sul premier Renzi e ora, invia una lettera aperta a un’immaginaria amica per motivare il suo Sì. Quello di Raniero La Valle che con il suo No racconta le sue verità sul referendum. Quello di Guido Crainz che mette in evidenza le qualità della riforma rimaste nell’ombra e i limiti della stessa, facendo prevalere i primi sui secondi. Quello di Mario Dellacqua, una pungente riflessione sui costi della politica. Infine il documento della commissione del Pd che, su incarico della Direzione, ha definito i punti per una possibile modifica della legge elettorale Italicum e il testo della proposta di legge (già depositato) Chiti-Fornaro e altri per l'indicazione dei Senatori, con apposita scheda, da parte dei cittadini.

Quindici puntate per conoscere tutti gli aspetti e le posizioni in campo sulla nuova Costituzione che sarà votata il 4 dicembre –  di Lavinia Rivara  1 novembre 2016   La Repubblica

Che compiti avrà il nuovo Senato? Come sarà composto? Con il superamento del bicameralismo perfetto come saranno approvate le leggi? La divisione dei compiti tra Stato e Regioni rimarrà uguale ad oggi o si cambia? Sarà possibile promuovere referendum propositivi e non più solo abrogativi? E cambia qualcosa per i quorum?

A queste e ad altre domande cerchiamo di rispondere in questa guida al referendum che si terrà il 4 dicembre prossimo, quando saremo chiamati a votare a favore o contro la riforma costituzionale. Una legge che modifica il nostro sistema parlamentare e il rapporto tra stato centrale e autonomie territoriali, le modalità di elezione del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale.

In queste 15 puntate pubblicate su Repubblica a partire dall'11 ottobre scorso esaminiamo gli articoli più importanti della ritorna, mettendo a confronto anche le opinioni di esperti, giuristi e politici che si sono schierati a favore del sì, oppure per il no, contro la riforma.

  1. La fine del bicameralismo
  2. Il nuovo Senato
  3. I diritti delle minoranze
  4. Immunità e stipendi
  5. Le nuove leggi
  6. I referendum e le leggi dei cittadini
  7. Una corsia veloce per il governo
  8. Un timbro doc sulle leggi elettorali
  9. I decreti e i poteri del Quirinale
  10. L'elezione del capo dello Stato
  11. Abolizione di Cnel e province
  12. Stato e regioni
  13. Stipendi e rimborsi
  14. L'elezione di Consulta e Csm
  15. Il Senato e la fase di transizione

SCHEDA Cosa succede se vince il Sì o il No di MONICA RUBINO

Allegati

  • Cara Amica, perchè voto Sì_Marcelle Padovanì_L'Unità
  • La verità sul referendum di Raniero La Valle
  • Le qualità nascoste di una riforma di Guido Crainz
  • Senato gratis di Mario Dellacqua
  • Il documento della commissione PD per modicare l'Italicum
  • Il testo della proposta di legge Chiti-Fornaro

Allegato:
cara_amica_perche_voto_si_marcelle_padovani.doc
la_verita_sul_referendum_raniero_la_valle.doc
le_qualita_nascoste_di_una_riforma_crainz.doc
documento_commissione_pd_6-11-16.doc
il_testo_chiti_fornaro_sullelezione_dei_senatori.doc
senato_gratis_dellacqua.doc

1 commento
  1. Rodolfo Vialba
    Rodolfo Vialba dice:

    Non so come sia potuto accadere, o meglio lo so benissimo, che tutti i contendenti in campo hanno fatto di tutto per cambiarne le ragioni con il risultato che il referendum si presenta come l’occasione che coagula attorno al “no” tutto il malessere del Paese e le vendette politiche e personali, il che per la grande varietà delle posizioni che sul “no” si ritrovano non costituisce un’alternativa politica, mentre attorno al “sì” si addensano tutti gli atti di fede possibili sul presente e sul futuro del premier e del Governo, il che appare più come un atto fideistico che non la condivisione di una proposta politica. In ogni caso l’elevato grado di partigianeria che caratterizza entrambi gli schieramenti ha finora impedito di richiamare l’attenzione sul fatto che il giorno dopo il referendum, chiunque vinca, i problemi del Paese saranno gli stessi di prima e dovranno essere affrontati: economia, deficit di bilancio, povertà, disoccupazione, disuguaglianze, evasione fiscale, ecc. Per questa ragione mi auguro che chi vincerà il referendum lo vinca con il minimo scarto per non compromettere ulteriormente un clima già molto difficile e le soluzioni ai molti problemi del Paese che, certo, non hanno bisogno di crisi politiche e di Governo.
    Personalmente credo vada dato atto a Giuliano Pisapia, che appartiene ad un mondo politico che non è il mio, essendo il mio quello degli apolidi politici mentre il suo è fortemente schierato per il “no”, di una grande autonomia e libertà di giudizio che merita rispetto e attenzione, soprattutto per quel che dice del quadro politico: “Bisogna trovare la formula per costruire ponti. Mentre dappertutto – anche a casa nostra, anche all’interno della sinistra e del centrosinistra – si sono alzati i muri. Il mio è un appello quasi disperato: le forze della sinistra devono sentire il peso di una responsabilità storica come forse mai nei tempi recenti”. “Nessuna apocalisse sia che vinca il No, sia che vinca il Sì. E mi sembra che siano ormai ben pochi quelli che paventano tale rischio. Io però non credo che, in caso di vittoria del No, avremmo un anno di tregua nel quale sarà possibile lavorare per riorganizzare il paese; vedo invece un Parlamento ancora più diviso, paralizzato e un periodo di instabilità politica che non farebbe bene al paese”. Io sto con Pisapia. Rodolfo Vialba

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