Renzi restaura e rilancia Berlusconi? Berlusconi rientra nella maggioranza? Addirittura entra a far parte dei padri fondatori della Terza Repubblica? Nonostante che prima o poi qualche servizio sociale per scontare la pena dovrà pur farlo? La ”piena sintonia” tra Renzi e Berlusconi, nell’incontro al Nazareno, rimette in sella il Caimano o è il preludio della sua uscita graduale dalla scena politica?  Saranno i fatti dei prossimi giorni a fare capire se "parlare con il condannato" sia stato utile per il Paese, per il popolo oppure alla fine solo per il condannato.  E' un problema che chiama in causa la politica e l'etica ( vedi articolo di Marco Politi allegato). Nodi gordiani! Sullo scacchiera mondiale si pongono spesso problemi che interrogano l'etica: esempio se trattare con il dittatore, se sedersi al tavolo con il premier assassino come Assad in Siria. La catena è lunga. 

La rischiosa mossa di Matteo Renzi di andare a “vedere le carte” di Forza Italia – guidata dal pregiudicato Silvio Berlusconi – farà a lungo discutere. Forza Italia e il M5S sono i principali partiti dell’opposizione. Il primo continua a riconoscersi nel padre-padrone anche se è a tutti gli effetti un pregiudicato; il secondo si ritrae. Questa è oggi il nostro paese.

Per ora il Segretario del Pd incassa un risultato utile per l’Italia: il padre della Porcellum, la legge elettorale foriera di tanti inciucci e ricatti politici dal 2005 ad oggi, si ricrede nel merito e nel metodo di quella sua “porcata” politica e anticostituzionale, votata solo dall’allora maggioranza di centro-destra, lasciata in vita in questi anni per volontà bipartisan e  dintorni.

L’esito dell’incontro Renzi-Berlusconi – con la definizione del modello spagnolo in versione italiana  ed un probabile allargamento dei consensi parlamentari – potrebbe delineare un finale della lunga storia politica del Caimano diverso dal film di Nanni Moretti.

Il “deprecabile incontro” nella sede del Pd, tra il primo partito della maggioranza di governo e il primo partito dell’opposizione, è la conseguenza quasi obbligata per uscire dallo stallo politico, dallo stato quo istituzionale non più reggibile dopo la sentenza della Corte Costituzionale. Sospinta  certamente dal “niet” di Beppe Grillo alla pubblica proposta di Matteo Renzi di ”fare insieme la riforma elettorale e quella del Senato”. Per la seconda volta, dopo il tentativo di Bersani per formare il governo senza Berlusconi, le “.. (5) stelle sono state a guardare” come ha commentato Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano.

Ora, con il comprensibile amaro in bocca di veder protagonista il Caimano,  si deve sperare che si costruisca una larga maggioranza parlamentare per l’approvazione di una nuova legge elettorale e di una modifica della Costituzione di quel bicameralismo perfetto che è diventato nel tempo un unicum al mondo,  concausa della politica che produce “più fumo che arrosto”.

Angelino Alfano,leader di Ncd, aveva minacciato di fare cadere il governo nel caso si fosse realizzata un’intesa Renzi-Berlusconi, precedendo così quella tra la maggioranza del governo Letta. Dopo poche ore da quell’incontro invece, con grande sorpresa, Alfano dichiara, al meeting di giovani di Pesaro e lo ripete nella trasmissione ½ ora di Lucia Annunziata, che sono e saranno introdotte più modifiche nel modello spagnolo preso a riferimento, così importanti che si potrebbe ribattezzarlo come si vuole. Per prima cosa, sottolinea Alfano,  i piccoli partiti non subiranno la sorte che attualmente hanno in Spagna, la ripartizione dei seggi sarà fatta a livello nazionale con recupero dei resti. Afferma che si tratta di una vittoria di Ncd. Insiste nel dire che ci saranno ore decisive di trattativa per definire una proposta al Parlamento che includa: a) le liste dovranno contenere l’indicazione della leadership proposta a capo del governo, b) la quota di sbarramento significativa, c) parlamentari eletti con una scelta di preferenza.

Per maggior informazione e per valutare cosa può succedere dopo l'incontro tra Renzi e Berlusconio del 18 gennaio nella sede del Pd, alleghiamo

  • due articoli (Jacopo Jacobini e Marco Travaglio) che ricostruiscono passo a passo i fatti, e su questi esprimono un loro giudizio, che ha portato all'incontro della "piena sintonia" Renzi-Berlusconi;
  • due articoli di Marco Olivetti che illustrano il sistema elettorale spagnolo ed i "due macigni" che si frappongono in Italia per attuare, in tempi brevi, riforme elettorali con il modello dei sindaci, il doppio turno di collegio.
  • un articolo pubblicato su l'Unità del 19 gennaio che sintetizza le possibili modifiche che dovrebbero essere apportate al sistema spagnolo.
  • l'articolo "Con il condannato non si discute" di Marco Politi su Il Fatto Quotidiano

Per visionare le prime pagine dei principali quotidiani, leggere i titoli a tutta pagina e quelli degli  editoraili a commento dell'incontro Renzi-Berlusconi, potete attivare con un semplice clic il seguente link, selezionando nella relativa finestra in alto a sinistra la data 19 gennaio.

http://selpressmm.com/sole/esr_p1.asp

E con la data di Martedì 21 gennaio potete vedere i commenti alla Direzione del Pd chiamata a votare la proposta Renzi-Berlusconi.

ALLEGHIAMO  l'articolo "Bene , con due dubbi" di Michele Ainis su il Corriere della Sera.

 

Allegato:
i_guardiani_del_baro_travaglio_19-1-14.pdf
la_scelta_di_renzi_lerrore_del_m5s_jacoboni.doc
i_tre_macigni_della_riforma_olivetti_avvenire.doc
il_possibile_modello_italiano_unita_19-1-14.pdf
sistema_elettorale_spagnolo_olivetti_avvenire.pdf
non_parlare_con_il_pregiudicato.pdf
bene_con_due_dubbi_ainis.pdf

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