A Torino si discute molto della candidatura per le Olimpiadi 2026, per rilanciare la città e il territorio delle valli, molto meno del polo torinese dell’auto in progressivo ridimensionamento. Nei giorni scorsi si è svolto a Torino il confronto Comitato Aziendale Europeo* (Cae) degli stabilimenti FCA (Fiat-Chrysler) con oggetto il piano industriale 2018-22 presentato, a Balocco il primo giugno. Davanti al Cae, la dirigenza Fca ha ripetuto le sue intensioni programmatiche rimandato, ancora, le decisioni e le date dell’avvio dei nuovi modelli in Italia.

La Fim ha valutato positivamente l’incontro dichiarandosi rassicurata, più preoccupata la Fiom (vedi i comunicati allegati).

Pochi giorni dopo, Stefano Parola, sulla cronaca Torinese, riassume (vedi allegato) le preoccupazioni della Città e della Regione che, accogliendo la proposta dei consiglieri Artesio e Grimaldi,  daranno vita ad una seduta comune dei loro consigli.

Venerdì 13 giugno, Federico Rampini e Paolo Griseri, mettono al centro dei loro articoli, elencando fatti e dati, il problema del mercato mondiale dell’auto di fronte alla guerra dei dazi e del “ritono al Medioevo” della relativa politica commerciale. (vedi allegati).

L’Italia è un vaso d’argilla tra vasi di ferro: perché di ciò non si fa cenno nei comunicati sindacali, in particolare della Fim? E davvero difficile  comprendere le ragioni della fiducia e dell’ottimismo per le prossime decisioni di Marchionne che è e sarà sospinto a seguire Donald Trump.

Sul destino di Mirafiori poco si discute a Torino, gli occhi sono puntati sulla speranza per le  Olimpiadi 2026, tra otto anni..

E’ altrettanto arduo comprendere l’assenza di iniziative sindacali intercategoriali e unitarie ben sapendo che il settore manifatturiero torinese è legato a quanto accade nel settore automotive. Anche l’esperienza delle Olimpiadi 2006 dovrebbe ben servire a ricordare per avanzare proposte adeguate.

Ancora una dsomanda: perché la richiesta di un confronto pubblico dei consigli elettivi del Comune e della Regione non è stata un’iniziativa della Cgli, Cisl, Uil su istanza delle categorie metalmeccaniche? Ciò che oggi si battezza come autonomia delle categorie per i destini di questa o quell’azienda di grande rilevanza non è forse diventato un rischioso aziendalismo in cui la concorrenza è sulla rappresentatività (iscritti e Rsu)? Forse sì.

* Il comitato aziendale europeo, in breve CAE, è un organismo rappresentante dei lavoratori, previsto dalla direttiva europea 94/45/CE, al fine dell'informazione e la consultazione transnazionale dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di dimensioni comunitarie.

Per maggior informazione aprire gli allegati

Allegato:
cae_fca_fim_nazionale_rassicurata.doc
fca_incontro_europeo_nessuna_novita_fiom.doc
se_la_politica_batte_un_colpo_per_fca_vettori-parola_rep.doc
dazi_infografica_bortoletti_rep.pdf
e_cosi_il_settore_auto_ritorna_al_medioevo_griseri_rep.doc
dazi_e_eu_dalle_piccole_patrie_trump_rampini_rep.doc

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