Elezioni delle Rsa alla Mirafiori Carrozzerie (fine giugno), programmi e risultati Fca (luglio), scioperi e accordo in Fca Serba (luglio): tre eventi diversi sui quali sarà importante ritornare a riflettere. Sulle elezioni delle Rsa alla Mirafiori Carrozzerie: un tempo erano d’interesse per l’intera città e non solo, oggi sono confinate ad una parte molto ristretta del sindacato. Sui siti dei principali sindacati metalmeccanici si trovano comunicati di 10 righe (poco più, poco meno)  per la Fismic e Uilm che plaudano al loro buon successo elettorale, inneggiando al riuscito “gioco di squadra”. (v.allegati). La Fim, che ha registrato un insuccesso vistoso a Mirafiori, commenta con i suoi leader nazionali tale negativo risultato (terzo posto con il 16,3%) nel contesto del quadro generale delle elezioni delle Rsa del gruppo Fca, nel quale la Fim-Cisl mantiene il primo posto, seppure per un’incollatura (Fim 29,93%, Uilm 29,07). Segue una spiegazione (..i cambiamenti intervenuti hanno modificato la popolazione rispetto alle precedenti elezioni del 2009, e questo ci ha penalizzato) del risultato che non soddisfa, sottolineando che Mirafiori oggi rappresenta solo il 5,7% dei 66.920 dipendenti di FCA”.  (v.allegato)

L’insuccesso della Fim a Mirafiori chiama in causa, a nostro avviso, il divario tra l’immagine mediatica che la Fim si è data e la realtà; inoltre lo squilibrio dialettico e elettorale conseguente  al “tener fuori” ancora la Fiom (perché l'inusuale Regolamento, definito dai sindacati firmatari degli accordi, prescrive che la partecipazione alla competizione elettorale è riservata alle organizzazioni sindacali che sottoscrivono gli accordi) penalizza in particolar modo la Fim. Infine sul calo dei consensi ha certamente inciso che 3-4 delegati hanno lasciato la Fim in Carrozzeria trasferendo “armi e bagagli” in altro sindacato. Come erano arrivati?

Stupisce la sottovalutazione, nel comunicato nazionale della Fim, del peso di Mirafioridove l'arretramento è stato in diversi settori – che rappresenta nel suo complesso circa 4 volte tanto il 5,7% citato.  Che le Carrozzerie fossero considerate un test importante e significativo, nonostante il 5,7% sul totale del gruppo) è testimoniato dall’annuncio della presenza congiunta dei leader nazionali e torinesi nella locandina di convocazione dei candidati, alla vigilia del voto (v. locandina allegata)

Alle Carrozzerie di Mirafiori, dove si attende ancora il secondo modello per fare rientrare le centinaia di lavoratori che presto esauriranno i contratti di solidarietà, ha vinto con ampio margine la Fismic il sindacato aziendalista per eccellenza. E anche ciò è motivo di riflessione.

Il resoconto più completo dell’evento rimane ancora l’articolo “Il voto delle Carrozzerie vede trionfare la Fismic, Uilm triplica, calo Fim” (allegato) di Stefano Parola, La Repubblica 1° Luglio 2017, che riporta anche questo commento:“..La Fim ne è uscita piuttosto male, ma il segretario torinese Claudio Chiarle è sereno: «Era una votazione di transizione, la vera rappresentanza si vedrà nei prossimi mesi, quando si voteranno gli "rls" (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ndr) e in lista ci sarà anche la Fiom», commenta. Secondo lui, infatti, in queste elezioni c'è stato «un prestito di voti dalla sigla della Cgil alla Uilm». Alla fine in un microcosmo composto da meno di 4 mila persone hanno pesato molto sui risultati anche i rapporti dei singoli candidati con gli elettori. Ci sono infatti "rsa" in grado di spostare consistenti pacchetti di voti. E negli ultimi anni i cambi di casacca sono stati molti.(…) “. E’ bene ricordare che nelle elezione delle Rls 2015 – con la presenza e il largo successo della Fiom (36,29%) – la Fim si è collocata sì al secondo posto, però con un forte distacco (20,36%), e poco davanti alla Uilm (18,81%). (vedi allegato dati nazionali 2015). La Fim sembra "arroccata" nelle sue certezze e replica con un certo fastidio a chi – noi compresi – solleva riserve su taluni aspetti della sua strategia.   

Sui programmi e sui risultati Fca. La Fim esprime piena convergenza per le scelte operate dalla multinazionale, in Italia e a Torino. A volte tali commenti superare nel “tono” rassicurante quelli emanati dall'azienda: più realisti del re? Un eccesso di fiducia che sconfina nell’aziendalismo? Così si legge nel comunicato nazionale del 4 luglio 2017.(…) La strategia sindacale che abbiamo adottato e cioè di fare accordi che portassero investimenti negli stabilimenti italiani ha avuto un effetto positivo sull’occupazione e sta andando nella direzione che auspicavamo con il completamento del piano 2014-2018. Oggi non siamo ancora alla piena occupazione che secondo gli obiettivi ci sarà entro il 2018; manca poco, ed è necessario fare ancora alcuni investimenti importanti nei prossimi mesi per raggiungerla.(…). L’utilizzo degli ammortizzatori sociali (Contratto di solidarietà e/o Cigo) si stanno ulteriormente riducendo in particolare negli stabilimenti finali.(…) La situazione occupazionale 4 anni fa era molto preoccupante, abbiamo creduto e scommesso su questo piano e i numeri oggi ci danno ragione. Anche gli scettici e gli oppositori di allora si sono ricreduti. La nostra azione sindacale contrattuale volta a migliorare l’organizzazione del lavoro, recuperare efficienza negli stabilimenti italiani e di contro, impegnare il gruppo FCA ad investire negli stabilimenti italiani, cambiando le tipologie di produzione incrementando la quota premium dei nuovi modelli, è stata la strada che ci ha consentito di salvare uno dei settori più importanti della nostra economia. Se i dati di produzione del nostro Paese in questi anni hanno segnali di crescita lo devono al comparto dell’auto.

Il dato sulle produzioni semestrali non è solo di quantità, ma anche di qualità. La quota di segmento medio alto cresce ulteriormente. Le auto di fascia medio-alta prodotte nel 2012 rappresentavano solo il 20% dei volumi, mentre nel 2016 si attestava ad un ottimo 59% dei volumi, nei primi sei mesi del 2017 si è addirittura superato il 60%.

E questo dato sta continuando a crescere perché sia le produzioni di Cassino che di Mirafiori continuano a macinare volumi. (v. allegato). 

Stabilimento di Kragujevac. Ci sono volute quattro settimane di sciopero ininterrotto dei lavoratori dello stabilimento Fca di Kragujevac (Serbia), perché il governo serbo facesse quello che il governo slovacco ha fatto immediatamente rispetto ad un altro colosso dell’auto, il gruppo Volkswagen: schierarsi dalla parte dei lavoratori. Così il commento su Conquiste del Lavoro del 19 luglio. L’accordo, con la mediazione del governo, è stato raggiunto in poche ore, dopo la sospensione degli scioperi. Poca è stata la risonanza e pochi i cronisti che hanno commentato in Italia. Conquiste del Lavoro ha ben raccontato quegli eventi.(vedi allegati). Domande: I lavoratori Fca in Italia sono stati informati? Il Comitato Aziendale Europeo (C.A.E.) di FCA, ridefinito a giugno 2017, dov’è finito? Qualcosa poteva ben fare nella sua componente sindacale, o no?

Per conoscere di più aprire gli allegati

 

Allegato:
fismic_comunicato_primo_sindacato_30-6-17.pdf
uilm_naz_mirafiori_ottimo_risultato_30-6-17.pdf
fca-uliano-fim-cisl-primo-sindacato-come-delegati-e-voti.pdf
fca-bentivogli-fim-cisl-primo-sindacato-nel-gruppo.pdf
l_voto_delle_carrozzerie_vede_trionfare_la_fismic_parola_rep.doc
2015_rls_fca_nazionale.pdf
fca-uliano-fim-cisl-investimenti-premium-ok-ora-pomigliano.pdf
fca_investimenti_la_strada_giusta_fim_nazionale.doc
fca_serbia_sciopero_sospeso_conquiste_19-7-17.doc
fca_sbroglia_il_rebus_serbo_cdl_26-7-17.doc
io_voto_fim.doc
locandina-mirafiori-presentazione_candidati.pdf
elezioni_rls_fca_torino_2015.pdf
mirafiori_la_fim_alla_prova_dellurna_candidati.doc
fismic_primo_a_mirafiori_e_maserati_il_diario_del_lavoro.doc

1 commento
  1. redazione-d84
    redazione-d84 dice:

    Aziendalismo e multinazionali. La Fim da tempo diffonde la sua immagine “intestandosi” i buoni risultati aziendali, facendoli risalire alla responsabilità collaborativa della linea assunta dalla Fim in polemica con l’antagonismo inconcludente della Fiom, Marco Bentivogli direbbe grazie “alla sconfitta dei radical chic”. Un’informazione che vorrebbe essere rassicurante per i lavoratori, poi si scopre che gli stessi vanno da altre parti, danno la loro preferenza ad altre sigle sindacali, e non si analizzano le cause che determinano ciò. Si teme di far emergere che i lavoratori di Mirafiori si sono rassegnati a una “strana“ gestione della competizione fra i sindacati presenti in quegli stabilimenti che registrano – tutti – la loro perdita di potere contrattuale sui temi attinenti l’organizzazione del lavoro e la capacità d’influenzare realisticamente gli indirizzi produttivi. Rimane il campo della gestione degli interessi individuale e dei “favori” ai lavoratori, dove il Fismic da sempre ha un suo “primato”. Forse anche per questo è stato scarso il rilievo mass mediatico alla vicenda del voto alla Mirafiori Carrozzerie, che non sancisce la vittoria dei moderati tra virgolette e dei collaborativi contro gli antagonismi, ma il venir meno di un modo d’essere del sindacato che non sprofondi nell’aziendalismo. Forse mi sbaglio ma vorrei confrontarmi. Mario Dellacqua

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