Annamaria Furlan, la “postina di ferro” come taluni l’hanno denominata, ha rassegnato le preannunciate dimissioni nel Consiglio Generale della Cisl, convocato con procedura d’urgenza il 3 marzo, che ha provveduto alla elezione del nuovo segretario generale e poi della segreteria che ha dato questi risultati:

Luigi Sbarra eletto nuovo Segretario Generale della CISL –  Votanti 173Aventi diritto al voto 201Sbarra 168 – Bianche 5 – Nulle 0 Votazione segreteria con 159 votanti presenti:  Fumarola Daniela 156,  Ganga Ignazio 155, Cuccello Andrea 148,  Graziani Giorgio 144,  Colombini Angelo 135,  Giulio Romani  130. In allegato stalci degli interventi di Annamaria Furlan e Luigi Sbarra al Consiglio Generale Cisl, postati sul sito confederale.

Votazione bulgara si diceva un tempo. Anche la convocazione del Consiglio Generale è stata per un verso insolita con la procedura d’urgenza e per l’altro anomala essendo stati invitati ad assistere oltre 100 invitati, un mini-parata conressuale priva di dibattito. Così va questa Cisl!!!

Luigi Sbarra, 62 anni, ha iniziato l’esperienza sindacale nella Locride, nella federazione dei braccianti agricoli, diventando Segretario Generale di quella categoria nel 1985, portato a Roma da Raffaele Bonanni, dove ha proseguito la scalata al vertice della Confederazione. Vedi La Biografia e foto abbracci con questo link http://www.il9marzo.it/?p=13733

Per i profili sindacali vedi https://www.cisl.it/la-cisl/chi-siamo.html

Annamaria Furlan si dimette anticipatamente
Luigi Sbarra …saluta il modello feudale

Da molti Congressi le scelte dei vertici sindacali, in Cisl come in molte categorie, avvengono anticipatamente alla scadenza dei mandati, svuotando così la naturale sede istituzionale statutaria per fare il bilancio delle strategie, per valutare l’operato delle deleghe conferite, per procedere all’avvicendamento o la conferma dei segretari. I Congressi sono diventati altra cosa: sedi per costruire e diffondere l’immagine assai diversa dalla realtà dove il sindacato arretra e arranca nel sociale e sui luoghi di lavoro. Una narrazione per un verso autoreferenziale per rassicurare e gratificare il sindacato “del tempo pieno”(nella Cisl sono oltre 34.000), per l’altro ricordando la condizione della “coesione” interna come fattore di stabilità del loro futuro (certezza del ruolo di dirigente sindacale). Così diventa “norma materiale” – alternativa allo spirito e alla forma di quella statutaria – la procedura “feudale” o da “delfinato” per gli avvicendamenti ai vertici. “Feudi” dove pochi conoscono e gestiscono grandi risorse finanziarie  e quantità di tessere da tempo private del ruolo di essere soci. Un “modello feudale” che se accettato – a buoncuore o a malincuore – assicura il percorso di sindacalista a vita e la relativa sicurezza e gratificazione sociale. Si può ben dire che “Parigi val bene una messa”:  nel nostro caso la “messa” è quel congresso con tanti inchini e osanna (più o meno sinceri) per chi lascia e per chi succede.

Servono grandi cambiamenti nella vita interna del sindacato per rilanciare la democrazia partecipata, innovandola con atti di democrazia diretta, scuotendo dall’apatia i tanti che affermano: “…di questi problemi non voglio parlare, decidano loro, chi sta in alto”.

Nell’iter Congressuale della Cisl ci sarà un risveglio per interrogarsi come mai il principale corpo intermedio della società italiana (il sindacato con oltre 12 milioni di iscritti) si trova al fondo dei sondaggi come è risultato da una recente indagine presentata al Cnel?  E di contro il Volontariato vola in cima alla graduatoria.  Vedi link http://www.astrid-online.it/static/upload/pres/presentazione-risultati-di-ricerca_08_10_20.pdf

Appaiono lontani gli avvicendamenti traumatici e “spintanei” operati in questi primi anni del 2000. Nel 2006 Raffaele Bonanni defenestrò Savino Pezzotta con una delle più classiche “operazioni di Palazzo”; nel 2014, a sua volta lo stesso Bonanni, venne travolto dallo scandalo della “pensione d’oro” con una “congiura di Palazzo” che mise in piazza per il solo segretario generale quanto altri di quei congiurati facevano in merito i loro stipendi e pensioni (come denunciò coraggiosamente Fausto Scandola).

Ma il modello della consultazione proposto con soluzione pre-confezionata può essere considerato un segnale positivo? Nell’apparenza sì, nella sostanza no! La gestione di Annamaria Furlan, in combutta con lo scalpitante Sbarra ha “normalizzato” la Cisl con una serie impressionante di commissariamenti, un utilizzo spregiudicato degli ispettori e dei probiviri chiamati a esercitare un ruolo ben diverso da quello di superpartes, costruendo capi di accusa incredibili quanto ridicoli ma funzionali per allontanamenti e costruzione di organici sempre più “fidelisti”. La staffetta al vertice Cisl (Furlan/Sbarra) si prospetta più “tranquilla” delle precedenti perchè nei sei anni della gestione Furlan molti sono stati gli episodi di autoritarismo-repressivo, con un tasso così elevato d’insofferenza per qualsiasi voce “fuori dal coro” mai registrato nella storia della Cisl.

E’ un’immagine alquanto scialba del gruppo dirigente della Cisl in nome della “santa coesione”, e la discesa verso il peggio sembra non essere terminata. Il declassamento del ruolo statutario del  Congresso (chiamato a mera ratifica!) evidenzia il progressivo decadimento della democrazia rappresentativa e delegata nella CISL, una tendenza che investe molti dei cosiddetti corpi intermedi e segue parallelamente  il declino e l’involuzione del Parlamento, da tempo sede di comizi e di ratifica di decisioni dell’esecutivo.

Vedi altri commenti su www.il9marzo.it “Il vecchio che avanza” http://www.il9marzo.it/?p=13681 e l’articolo sul Corriere della Sera di E.Marro https://www.corriere.it/economia/lavoro/21_febbraio_17/staffetta-vertice-cisl-furlan-lascia-tocca-sbarra-8531c984-70e8-11eb-b26f-1b97a5632ac6_amp.html

Si avverte la necessità di un sindacato nuovo. Il dibattito pubblico on line promosso da “Prender parola” Sabato mattina, 27 febbraio, con la relazione introduttiva di Savino Pezzotta, gli interventi di Giovanni Graziani, di Domenico Cella e altri, hanno indicato i temi per una nuova agenda strategica , collegati ad alcune idee-proposta per innovare l’anchilosata democrazia a deleghe infinite, con integrazioni di democrazia diretta. Idee da far “rimbalzare” con più strumenti perché facciano strada.

L’ incontro si è svolto sulla piattaforma digitale gentilmente concessa dall’Istituto De Gasperi di Bologna, che vivamente ringraziamo. https://global.gotomeeting.com/join/286542557

1 commento
  1. Rodolfo Vialba
    Rodolfo Vialba dice:

    Discutendo con un mio amico, dirigente sindacale di importanti strutture (Categoria regionale, USR, FNP Regionale) oggi in pensione, della storia della CISL e dei cambiamenti intervenuti nella democrazia interna, nella partecipazione degli iscritti, nelle modalità di selezione dei gruppi dirigenti, scrivevo:
    “Una domanda: il Codice Etico, approvato dopo la vicenda Bonanni, ha prodotto qualche risultato e se sì quali?
    Non credo che ci siano risultati apprezzabili perchè ciò che è venuto a mancare nella CISL è la coscienza morale che motiva l’essere sindacato, cioè come dice Pezzotta, “promotore della giustizia, difensore della legge”, o meglio, difesa della categoria e della collettività contro l’ingiustizia, impegno per costruire un mondo migliore di quello esistente.
    Tutto questo è stato sostituito dall’informalità e dall’opportunismo.
    E’ ormai da diversi anni che nella CISL si assiste alla logica della omologazione al pensiero unico del gruppo dirigente nazionale, logica che a cascata investe i livelli sottostanti, fino al punto di far sorgere il dubbio che la legittimità a ricoprire ruoli di responsabilità nell’organizzazione non sia data dalla più o meno elevata capacità di interpretare e rappresentare i problemi dei lavoratori e del mondo del lavoro, quanto dalla appartenenza o meno ad una sorta di confraternita che sembra governare la CISL ai diversi livelli organizzativi, che ha fatto della fedeltà e dell’obbedienza il criterio principale dell’appartenenza al gruppo dirigente. Il resto lo fa l’informalità e l’opportunismo.”
    E’ doveroso discutere di principi e valori (democrazia, partecipazione, rappresentanza, ecc.) e di regole (Statuto e Regolamento), ma se non c’è un forte recupero delle ragioni fondative dell’essere sindacato, dell’essere CISL, tutto si riduce a semplice testimonianza senza alcun risultato pratico.
    Se questi sono temi che interessano gli iscritti alla CISL, ancor più devono interessare i gruppi dirigenti a diversi livelli, pena l’essere spazzati via dalla loro inutilità.

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