Bruno Della Calce della Fp Cisl di Torino è stato espulso con un lodo dei probiviri nazionali su richiesta del Commissario Regionale della Fp.  Da troppo tempo, in talune categorie, già prima dello scandaloso caso Scandola, chi detiene la maggioranza fa ricorso a commissariamenti, sollecita dimissioni, attua licenziamenti, determina allontanamenti e espulsioni, per assicurare uniformità di comportamenti e docilità al comando, il tutto motivato per dare "coesione" e "fare pulizia" nell'organizzazione.

Ora questa prassi inusuale alla storia Cisl è stata fatta propria anche dalla Confederazione! Un salto all'indietro nella storia portando in auge il centralismo (che mortifica l'autonomia delle categorie) accompagnandolo con il più becero sistema di autoritarismo che non disdegna il perdere iscritti e militanti pur di garantire la "pace dei cimiteri"! La Cisl non può e non deve trasformarsi in un modello autoritario che toglie la parola a categorie e soci quando la stessa è critica verso i vertici.

Questo metodo sbrigativo verso il senso critico, con procedure il più delle volte illegali, è diventato alternativo al confronto, per quanto aspro possa essere, per trovare risposte e soluzioni alle manifestazioni di dissenso o di contestazione all’interno dell’organizzazione.

La Cisl non può e non deve trasformarsi in un modello centralizzato, che priva di autonomia le categorie e i soci. I probiviri non possono e non debbono trasformarsi in pubblici ministeri anzichè svolgere il ruolo statutario di giudici super partes. La riabilitazione di Scandola è un simbolo da seguire per contrastare le tante degenerazioni – epurazione delle voci critiche o di chi semplicemente non vuole allinearsi ad imposizioni decise dai vertici –  che stanno avvenendo contro soci, strutture periferiche e di base. Meno male che lo slogan del Congresso Confederale era “Per la persona, per il lavoro”!  

Chi è Bruno Della Calce e cosa ha mai fatto di tanto grave? In allegato potete leggere la sua lunga lettera. E’ davvero lunga ma in essa troverete concetti, fatti, senso della militanza Cisl che fanno risvegliare una forte empatia e senso di solidarietà, sollecitano alla resistenza contro questo “dannato modo” di operare con commissariamenti e espulsioni arbitrarie (violazione di regole e norme statutarie per chi si difende) e ingiuste (merito delle contestazioni). Al riguardo serve rileggere l’intervento (su questo sito) dell’avvocato Cantone, difensore di Fausto Scandola.

Qui potete leggere l’articolo e gli allegati pubblicati su www.il9marzo.it

Espulso per aver fatto conoscere “il 9 marzo”

admin 18 luglio 2017 9 Commenti

Questa storia ha una premessa: il collegio dei probiviri della Fp è stato sciolto, a seguito del commissariamento approvato nella notte fra il 12 e il 13 gennaio, assieme agli altri organi della federazione (“Il comitato esecutivo della Cisl … dispone lo scioglimento di tutti gli organi della Funzione Pubblica CISL Nazionale“, come c’è scritto nella delibera approvata a maggioranza). Anche per la Fai è stato così.

Solo che stavolta, per volontà del commissario Fp, i probiviri della federazione continuano ad agire come se niente fosse. E cacciano dalla Cisl persone sgradite ai commissari locali nominati dal commissario nazionale. Persone che magari, come nel caso che vi raccontiamo, vengono accusati di varie nefandezze, fra le quali addirittura … di aver consigliato la lettura di questo sito! Cacciato dalla Cisl perché colpevole di … “novemarzismo”! Perché ha predicato l’eresia dell’autogoverno delle categorie!

Il “colpevole” si chiama Bruno Della Calce, di Torino, che ci ha scritto una lettera in cui racconta la sua vicenda. Noi la pubblichiamo integralmente, e pubblichiamo il lodo che trovate a questo link con la documentazione che ci manda.

Quanto alle considerazioni contenute nel lodo su di noi, non ce ne curiamo affatto. A parlare sono i componenti di un collegio disciolto; praticamente uno pseudo-collegio, che assume pseudo-decisioni, commina pseudo-sanzioni, scrive pseudo-motivazioni.

Per cui noi, che siamo reali, non ci curiamo di chi parla ma non esiste; se non per dire, alla maniera di Ennio Flaiano, che quando sostenere l’autogoverno delle categorie diventa un reato d’opinione per il quale di può essere espulsi, allora vuol dire che nella Cisl la situazione è grave sì, ma non è seria.

il9marzo.it

Allegati

  • La lettera di Bruno Della Calce
  • Il lodo di espulsione dei probiviri nazionali Fp

Allegato:
lettera_di_bruno_la_calce_fp-cisl_torino.doc
lodo_probiviri_fp_espulsione_bruno.pdf

4 commenti
  1. redazione-d84
    redazione-d84 dice:

    Una ESPULSIONE, una CONFERMA. IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI.
    L’ILLEGALE Collegio dei Probiviri della Funzione Pubblica della Cisl, ILLEGALMENTE COMMISSARIATA, ha dichiarato l’espulsione dell’iscritto torinese Bruno Della Calce. Ulteriormente confermando la decadente fase di gestione,opaca e autoritaria, di un gruppo dirigente che rinnega alla radice i valori e i comportamenti dei Padri Fondatori del SINDACATO Nuovo.
    Valori che esaltavano L’AUTONOMIA, l’AUTO GOVERNO, il PLURALISMO, la DEMOCRAZIA, la PARTECIPAZIONE.
    Non a caso tutti valori che giustificavano ampiamente l’uscita dalla CGIL UNITARIA.
    Cosa RESTA di QUELLA CISL? Espulsioni, commissariamenti, pretese di uniformità,centralismo sono oggi normale prassi di gestione che non si accordano per nulla con una STORIA costruita da milioni di iscritti e decine di migliaia di militanti che hanno speso la propria vita per affermare ANCHE NEI LUOGHI DI LAVORO E NELLA SOCIETÀ I VALORI CHE REGOLAVANO LA VITA INTERNA DELLA CISL.
    Abbiamo aperto il nostro recente Congresso con un’udienza dal Papa. E se, restando un sindacato che crede nella laicità delle proprie scelte, avviassimo un esame di coscienza collettivo per capire dove abbiamo sbagliato nel passare dal Sindacato Nuovo al sindacato delle espulsioni e dei commissariamenti??
    MALGRADO TUTTO LA CISL PUÒ ESSERE ANCORA IL LUOGO PER LA CRESCITA PERSONALE E COLLETTIVA.
    Resta il sindacato che assomiglia moltissimo alla militanza di SCANDOLA, di DELLA CALCE e di tutte le persone INGIUSTAMENTE ESPULSE. Franco Aloia 19/07/17

    Rispondi
  2. Anonimo
    Anonimo dice:

    Oggi è l’anniversario della morte di Borsellino, e dobbiamo ulteriormente constatare che i metodi di quella organizzazione, che lo ha ucciso, beh, sono diventati usuali nella NOSTRA CISL. Omertà, vigliaccheria, bande di faccendieri, avidità, invidia e scarsa morale, sono le caratteristiche che la casa di Vetro, richiede, a chi ne vuole far parte.

    tutto è Legittimato, basta avere il “papa” a Roma. Il Pontefice, quello vero (Francesco), e non Ermenegildo, è stato lapidario nel suo documento, http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/june/documents/papa-francesco_20170628_delegati-cisl.pdf

    non ci sono scuse, non ci sono appelli, l’arroganza di varcare il soglio pontificio, e di continuare impunemente a professare la pulizia etnica… è un chiaro segno di debolezza e non di forza

    non posso dimettermi dalla CISL, perché ho intenzione di combattere questa orda di affaristi, e se il destino lo vorrà, presto farò compagnia a Bruno… provino a buttare fuori tutti…

    MOBILITIAMOCI TUTTI, TIRIAMO FUORI QUELLO CHE TUTTI NOI BEN CONOSCIAMO.
    Forse la CISL, LA NOSTRA CISL, per come è nata e per come l’abbiamo amata e conosciuta, non esiste più, è giunto il momento di lottare e abbattere il muro di omertà che affligge la nostra CISL.

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  3. Anonimo
    Anonimo dice:

    I NUOVI GATTOPARDI
    L’aveva già’ detto e scritto Tomasi da Lampedusa ne Il Gattopardo (1958) chi sarebbero stati i Siciliani che avrebbero governato la Sicilia dopo l’unificazione dell’Italia: “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra” (cosi’ il protagonista, il principe di Salina, commenta l’origine dello stemma della sua casata).
    Provate a sostituire I personaggi de Il Gattopardo con chi impersona oggi la Cisl credendosi il sale della terra… Sconsolante! Bruno Ranucci

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  4. Bruno della Calce
    Bruno della Calce dice:

    Da diretto interessato, lapidariamente. Il significato della vicenda è chiarissimo e lo si può esaminare da diverse angolazioni. Evito quello personale, più agevole. C’è l’aspetto giuridico che però è argomento da dibattere nelle sedi giudiziarie. C’è però un altro aspetto che mi piace però evidenziare. Le alternative. Se si condivide la cosa non riguarda solo chi l’ha vissuta perchè poi rimane il problema del cosa fare per ripristinare la verità oggettiva e la violazione del contraddittorio al di là degli strafalcioni di cui è intriso il lodo. Se, invece, non si condivide c’è un problema: vera è la tesi dei probi viri e quindi è “reato” di opinione esporsi per far pubblicità all’autogoverno delle categorie e ad un sito utilizzandola posta elettronica. Tertium non datur. In entrambi i casi, quindi rimane il problema grande quanto una casa. Non è un fatto passeggero. Rimane l’azione giudiziaria e anche quella di denuncia in altre sedi ( ci sto pensando) es. comunitaria e CES denunciando come una associazione espelle un associato in spregio ai principi della libertà di partecipazione e sollevando la questione dello Statuto che deve garantire la VERIFICA del tasso di democrazia indispensabile per qualificare una organizzazione sindacale come associazione. Tesi non facile ma di attualità anche per sollevare il problema della mancata attuazione del secondo comma art. 39 Cost.ne che se non è applicabile ad associazioni con qualche migliaia di euro…non è peregrino predicarne l’attuazione quando si amministrazioni decine di milioni di euro e quindi agire presso partiti ed esponenti politici…proprio illustrando l’accaduto. Insomma cantiere aperto. Bruno della Calce

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