Questo numero di finestra sul mondo accoglie – con i suoi limiti – l’ esortazione di Papa Francesco nel suo messaggio dell’ Angelus di fine Anno, in gran parte focalizzato sul bisogno di Pace, ricordando i paesi in guerra da anni, la condizione drammatica di chi fugge, dei bimbi che rischiano la morte per fame, per malattie o sotto i bombardamenti, senza servizi primari. Francesco ha voluto ricordare che questi drammi sono fantasma per noi, se ne parla poco. Sono gli ultimi degli ultimi, anche di fronte al mix terribile di pandemia e guerre. Ha citato per tutti i casi dimenticati un solo nome: lo Yemen. Un paese dove, come scritto su un documento dell’ ONU, sii usa anche la fame come arma di guerra.

Il Sahel (dall’arabo Sahil, “bordo del deserto”) è una fascia di territorio dell’Africa subsahariana

In questa finestra n.5 abbiamo pertanto raccolto articoli sullo Yemen, tratti dal quotidiano La Croix, sempre informato e attento sul Sud del mondo. Inseriamo anche una panoramica del Sahel, area chiave dei processi migratori e presa costantemente di mira dalle bande del terrorismo, colpita gravemente dalle conseguenze del cambio climatico.

In questo quadro alleghiamo l’articolo  dal titolo “Quando arriverà il vaccino nel mondo povero?”. Le diseguaglianze sociali sono in crescita e ben evidenti nel mondo occidentale, ma ben poco si parla del baratro che si sta creando tra i paesi poveri e quelli ricchi. Una divaricazione enorme che avrà conseguenze anche nelle nostre società.

Inoltre, tornando all’Europa, inseriamo un articolo molto interessante sul bilancio del governo spagnolo dopo un anno di attività: ne hanno discusso pubblicamente i due partiti chiave dell’alleanza di sinistra, senza tanta retorica e tatticismo. Insomma in Spagna forze diverse stanno dimostrando che si può governare senza litigi continui, giochetti politici ed ottenere risultati  e consenso. Un governo dato traballante o moribondo dalla nascita che ha sconfessato i profeti di sventura. Una situazione alquanto diversa da quanto sta avvenendo da troppe settimane in Italia.

Sempre in Europa il dramma dei migranti sulla rotta dei Balcani. Luigi Manconi in “Il disonore dei Balcani” su La Repubblica e Nello Scavo in “Nell’inferno di neve e mine” su L’Avvenire descrivono quanto avviene nei campi improvvisati a Bihac, in Bosnia, con il paesi europei che “ non vogliono vedere”. Anche il sindacato europeo, la Ces, è silente. Nel dramma si muovono a Torino – e in altre città – la Fondazione Mamre Onlus, l’associazione Pequeñas Huellas e la cooperativa sociale Pausa Café. Raccolgono indumenti e alimentari per un urgente soccorso ai migranti bloccati nei campi in Bosnia Erzegovina dove è in corso una catastrofe umanitaria con migliaia dispersi nei boschi, in rifugi di fortuna od in inadatti campi di tende esposti al rigore dell’ inverno balcanico. All’annuncio è seguita una grande risposta che in poco tempo ha riempito il capannone di raccolta e la Fondazione Mamre Onlus ha annunciato di non poter più ricevere indumenti e alimenti e che si sta organizzando il trasporto in Bosnia congiuntamente alla Croce Rossa, alla Chatitas di Brescia ed altre Associazioni, al ritorno ci riferirà sulla situazione e di quanto ancora può servire. Per inviare un contributo l’IBAN della Fondazione Manre è il seguente IT06Z 0306909606100000013673. Per informazioni tel. 011 852433  o scrivere mamre@fondazionemamre.org

Infine, non possono mancare, alleghiamo primi articoli di commento (Gian Giacomo Migone, Fabrizio Fabbrini, Adriano Sofri, Bruno Cartosio, Franco Astengo, Fabrizio Barca) sui drammatici e inquietanti fatti sull’assalto al Campidoglio di Washington con il ruolo “incendiario” svolto dal presidente uscente Donald Trump che continua la vulgata sulla “vittoria rubata”.

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