Il governo gialloverde aveva promesso di non fare più condoni. Invece, con il nuovo slogan “pace fiscale”, tra le pieghe delle sue leggi, si attivano sanatorie, dilazioni, agevolazioni, rottamazioni e altre regalie per chi non ha pagato le tasse. Paolo Biondani e Gloria Riva, su L’Espresso, pubblicano “Carezze agli evasori” con l’elenco dei nuovi 17 condoni e un grafico che riassume gli anni di applicazione dei condoni fiscali, previdenziali, edilizi e penali varati in Italia a partire dalla riforma tributaria del 1973 fino ai decreti di oggi. Fatta eccezione per una breve pausa negli anni di Piazza Pulita, tutti gli anni risultano interessati dalla copertura dei condoni, una “bonanza perpetua”.

Il premier Conte afferma che si tratta di lessico diverso nel definire i nuovi provvedimenti di “pace fiscale” ma così non è. Non si stanca di precisarlo ad esempio Carlo Cottarelli «È un condono, indubbiamente. Basta un po’ di buon senso per capire che di questo si tratta. Dal dilazionamento delle tasse non pagate all’annullamento delle sanzioni e degli interessi sulle cartelle esattoriali, lo si può chiamare come meglio si crede, ma sempre quello è».

Nell’articolo sopracitato (allegato) si legge (..) L’Italia si riconferma così una nazione fondata sui condoni. Dal lontano 1900 fino ad oggi, si contano almeno 67 provvedimenti generali di perdono pubblico dell’evasione fiscale e del lavoro nero. In media, uno ogni due anni. Con effetti aggravati dalla durata. Ogni sanatoria infatti non riguarda solo il momento in cui viene approvata, ma si estende anche agli anni precedenti. E in qualche caso vale pure per il futuro. Il grafico pubblicato in queste pagine riassume proprio gli effetti dei vari tipi di condoni (fiscali, contributivi, edilizi e penali) cumulati nel tempo: a conti fatti, le annate escluse sono pochissime. E si concentrano nei primi anni Novanta: il periodo di Mani Pulite, quando nessuno osava parlare di amnistia o impunità.

Tra i nuovi condoni gialloverdi, il più vistoso è proprio la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione (pvc): l’atto d’accusa iniziale, firmato dalla Guardia di Finanza dopo mesi o anni di verifiche e indagini. Il decreto prevede lo sgravio totale, cioè l’azzeramento di sanzioni e interessi, per tutti i verbali notificati fino al 24 ottobre 2018. L’evasore già pescato dalle Fiamme gialle, dunque, può tornare immacolato pagando solo le tasse che avrebbe dovuto versare dall’inizio. La definizione agevolata consente di annientare anche i successivi avvisi di accertamento: l’accusa definitiva, formalizzata dall’Agenzia delle entrate. Il nuovo tipo di condono, insomma, ha effetti immediati, anzi anticipati: fa morire sul nascere l’accusa stessa di evasione. E permette ai furbi di pagare a rate, nell’arco di cinque anni.

Questa misura riguarda tutte le tasse più importanti, come Irpef, Iva e Irap, ma soccorre anche i soggetti, di solito ricchi, che hanno dimenticato di pagare le imposte sul valore dei beni detenuti all’estero (Ivie e Ivafe). Restano escluse solo le tasse europee, altrimenti l’Italia avrebbe rischiato condanne internazionali. Oltre alle tasse, la sanatoria vale per i contributi, quindi anche per i casi di lavoro nero. (…)

Nel Volantone Cgi-Cisl-Uil per la manifestazione unitaria del 9 febbraio (v.allegato) a P.zza San Giovanni, il punto FISCO è così sintetizzato:

• Il Governo scarica sul futuro del Paese il peso di 53 miliardi di oneri in più per il 2020 e 2021: o si trovano le risorse (con nuovi tagli) o aumenterà l’Iva (e altre tasse). In ogni caso pagheranno sempre lavoratori e pensionati. Ci sarà poco o nessuno spazio per creare lavoro, per nuovi investimenti e per diminuire la pressione fiscale nelle prossime Leggi di Bilancio.

• Il Governo ha scelto di introdurre la flat tax per autonomi, partite Iva e piccole imprese che pagheranno meno dei lavoratori dipendenti e pensionati, oltre che nuovi condoni fiscali e rimozione del blocco degli aumenti dei tributi locali. Nulla per lavoratori e pensionati.

• Meno tasse su lavoratori e pensionati che già contribuiscono al gettito Irpef per il 94,8%.

• La progressività è il paradigma delle nostre proposte per garantire un fisco equo e giusto.

• Chiediamo un deciso contrasto all’evasione fiscale.

Cose giuste! E' però un lessico troppo sintetico e generico per poter creare una cultura antagonista all’evasione e all’elusione fiscale, all’attesa di condoni, ora ben alimentati da un deprecabile populismo governativo.

Allegato:
carezze_agli_evasori_inchiesta_espresso.pdf
per_lo_stato_un_disastro_cottarelli_esp.pdf
volantone_cgil-cisl-uil.pdf

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *