8 marzo, la lunga strada
Tra le dichiarazioni per la giornata mondiale della donna una voce inedita è stata quella di Laura Mattarella, che ha sottolineato la grande divaricazione esistente tra la conquista di norme legislative e contrattuali sulla parità e la realtà economica, del lavoro e nella famiglia. Le tre interviste di Dacia Maraini, Ritanna Armeni e Livia Turco rilasciate all’Unità si soffermano sugli eventi più significativi dal 1946 e sul potere al femminile, finora non dissimile da quello maschile. Abbiamo scelto da Il Sole l’articolo “Le donne lavorano in precarietà e quadagnano mediamente meno del 25%” e dal Fatto Quotidiano “Il gap: il problema è la casa non l’ufficio”.
E il sindacato? Dichiarazioni alquanto retoriche, belle e buone intenzioni che non fanno notizia perchè risucchiate nel detto “Di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno”. La Cisl, ad esempio, pur avendo eletto a segretaria generale una donna, Annamaria Furlan (ottobre 2014 -febbraio 2021) e poi Daniela Fumarola (dal 2025) non ha introdotto strategie e azioni innovative tali da modificare sensibilmente il gender gap che grava sul lavoro in azienda e sul lavoro in casa.
Daniela Fumarola alla domanda del cronista Andrea Ducci (Corriere della Sera ) “Lei sostiene che occorre parlare seriamente di parità di genere e che non serve aspettare l’8 Marzo. Cosa intende dire?” ha risposto così «Che la parità va costruita ogni giorno ai tavoli negoziali, attraverso la contrattazione e la partecipazione delle donne nei luoghi di lavoro, con strumenti che favoriscano flessibilità organizzativa, sostegno alla genitorialità che agevolino le donne nel lavoro di cura, anziché punirle. E al legislatore chiediamo più coraggio nella legislazione e negli investimenti. È così che si costruisce il futuro del Paese». https://www.cisl.it/wp-content/uploads/2026/03/Corsera.pdf

Note storiche – L’origine della giornata internazionale della donna risale ai primi del Novecento. Per molti anni l’8 marzo è stato collegato a una tragedia accaduta nel 1908, con il rogo di operaie dell’industria tessile Cotton di New York, un incendio confuso con quello ben più grave del 1911, sempre nella stessa città, e dove si registrarono 146 vittime, fra cui moltissime donne. I fatti che hanno portato all’istituzione della giornata internazionale della donna sono in realtà più legati alla rivendicazione dei diritti delle donne, tra i quali il diritto di voto. vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_internazionale_della_donna
Nel 2026 – Laura Mattarella nell’intervista rilasciata a Rita Cavallo per il Tg3 sottolinea “il primo voto alle donne ha avuto un significato molto importante, perché è stato la conclusione di un percorso molto lungo che ha portato finalmente al riconoscimento del ruolo delle donne nella società italiana”. Una società che ancora fa fatica a riconoscere alle donne un ruolo di primo piano: “manca ancora molto”, osserva. “Sulla carta abbiamo una parità piena, ma nei fatti dobbiamo fare ancora tanta strada” e “la differenza salariale tra uomini e donne ne è un esempio lampante”. Non solo: “Abbiamo poche donne al vertice e sono viste come eccezioni, quindi abbiamo grandi titoli di giornale o di telegiornale per la prima donna presidente della Corte Costituzionale, la prima presidente di Cassazione, o la primadonna presidente del Consiglio, ed è giusto che sia cosi, per il traguardo raggiunto, ma vengono ancora viste come eccezioni”. E dunque, osserva Laura Mattarella, “la vera parità sarà raggiunta solo quando delle donne arrivate ai vertici si parlerà per il curriculum e non come eccezioni”.
Ma in questo senso si progredisce al rallentatore: “I ruoli – spiega – devono essere assolutamente riequilibrati. Non può esserci un modello maschile sul lavoro e un modello femminile dentro casa. Serve ancora un lungo lavoro a livello culturale e sociale, serve un impegno costante a livello educativo e formativo di tutti, uomini e donne, perché la parità sia veramente effettiva. Fino a che tutte le donne non riusciranno ad emergere – spiega – l’intera società italiana risulterà impoverita”.
Un percorso che deve passare per forza di cose, anche per una nuova concezione della maternità. Ancora vissuta come un ostacolo nel mondo del lavoro. “Io – ammette Laura Mattarella – l’ho vista in questi termini. E’ stato difficile contemperare, difficile trovare un equilibrio… Non è facile per nessuna trovare una soluzione. Non c’è una regola, ogni donna deve trovare da sola il proprio equilibrio e molto dipende dal mondo che hai intorno, sul lavoro e a casa. Ma tranne pochissime eccezioni – conclude amaramente – non conosco una donna, nessuna amica, che non mi abbia detto di aver pagato la maternità sul piano lavorativo”. Audio-video 8 marzo, Laura Mattarella in esclusiva al Tg3: “Salari e maternità, la strada è ancora lunga” (vedi testo allegato)
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