Tanti, tanti  per portare l’ultimo saluto a Gianni Alasia. Enrica Valfré, segretario della Cgil Torinese, sabato 4 mattina, ha reso omaggio alla vita di Gianni Alasia ricordando le caratteristiche peculiari del Gianni sindacalista, per circa vent’anni segretario della Camera del lavoro di Torino. Quella vita di Gianni, socialista libertario da sempre impegnato nella vita politica, indica ancora oggi la strada per ricostruire, con la partecipazione dal basso, l’unità sindacale nell’autonomia dai partiti politici.

Per ricordarlo – ha detto Enrica Valfré – userò le sue parole, quelle delle interviste, del diario, dei libri. Tante parole, raccolte perché «la vita di ogni uomo contiene elementi di interesse»; e perché la memoria è importante; «ho raccontato perché sento il dovere di testimoniare. Può essere utile. Ho scritto perché può essere utile a quanti crescono ora». Ci lasci le tue parole, la tua storia di uomo di sinistra che ha dedicato la vita all’emancipazione del lavoro.

Valfré ricorda il suo pensiero sul tema della democrazia sui luoghi di lavoro, sull’importanza e i limiti dell’assemblea: “l’assemblea” diceva “realizza la consultazione democratica, ma non è ancora elaborazione diretta e diretta assunzione di responsabilità. Esprime rapporto di consenso o dissenso sulle proposte e giudizi del sindacato. Ma fra consenso ed assunzione di responsabilità c'è differenza.”(…) Sono i delegati di reparto che hanno un rapporto democratico con i lavoratori. La designazione si accompagna al controllo, alla verifica, ad un rapporto ed una circolazione sempre presenti. Valorizza l'assemblea operaia, porta avanti con maggiore coerenza le sue decisioni, supera il carattere di genericità e di anonimato che si riscontrano nelle manifestazioni plenarie”.

Valfrè rinverdisce episodi di quella vita militante ancora di grande attualità. Alasia sosteneva con tenacia che “…ad un sindacalista non basta il comizio, serve approfondire, capire; così la CGIL di Torino organizza un’iniziativa all’Unione Culturale per presentare 10 volumi sui mutamenti tecnologici in fabbrica…e si presentano poche persone… perché studiare, approfondire, costa tempo e fatica. Dice della sua esperienza nel sindacato “ho avuto la grande fortuna di lavorare con un collettivo operaio irripetibile: tutti operai colti che studiavano la fabbrica, la società ed andavano a fondo delle cose; insieme a questi una generazione di intellettuali nuovi: insegnanti per una scuola diversa; giuristi; medici”. (…).

Sono stati molti gli interventi, alcuni inviati da chi non è potuto essere presente ( tra questi quello di Fausto Bertinotti e Paolo Ferrero). Sarebbe davvero utile se saranno raccolti e pubblicati. Alleghiamo il testo completo di Enrica Valfrè e quello di Nicoletta Dosio, a nome dei compagni della Valle di Susa, e di Dora Marucco che – con grande sintesi – evidenzia aspetti della personalità di Gianni e l'unione esistenziale con l'amatissima Pierina, la compagna di vita conosciuta sui banchi di scuola.

Diego Novelli, su Nuova Società on line, così ha scritto.  E' morto Gianni Alasia, è morto un vero socialista. Un socialista dal rosso antico. Un socialista che di fronte alla tragedia dell’8 settembre non esito a schierarsi dalla parte giusta. Un antifascista che concepiva questo suo essere un valore assoluto perché contro la violenza, per la libertà, l’uguaglianza. Senza retorica era un figlio di quella che un tempo si chiamava classe operaia. Fu tra gli organizzatori degli scioperi del marzo ’43 in pieno regime dittatoriale fascista.

Salvatore Tropea, nella cronaca cittadina de La Repubblica, lo ricorda in “Compagno Gianni, uomo contro per un’idea di sinistra” sottolineando il suo impegno per e con la “classe operaia” ' sottolineando che lui l'ha sempre chiamata così.

Gianni Alasia ha accompagnato la sua vita sociale, politica, sindacale sempre con lo spirito e la partecipazione del militante a prescindere dal ruolo o dall’incarico ricoperto.

Alleghiamo due articoli di Gianni Alasia, scritti nel 2001, recuperati proprio un paio di giorni fa, riordinando le cartelle d’archivio del nostro sito. Il primo, “La memoria e l’attualità” è stato scritto in occasione del Congresso ANPI; il secondo, “Maestri e operai uniti nella lotta” è una memoria sull’importante convegno sindacale “Tempo pieno e classe operaia per una scuola alternativa” svoltosi a Torino nel giugno 1973.

Gianni Alasia è stato probabilmente il sindacalista torinese che più si è impegnato, in tutti gli anni della sua vita sindacale e politica, sui temi dei lavoratori studenti, delle 150 ore, degli apprendisti, della formazione professionale, ovvero su quanto è fondamentale per gestire una corretta flessibilità in azienda e una mobilità aziendale e interaziendale, nel privato e nella pubblica amministrazione. Un messaggero, un profeta non sempre ascoltato neppure nella sua sinistra che tanto amava e tanto scuoteva con la parola e l’esempio.

La sua figura e il suo pensiero, ricordati Sabato mattina,  nel salone della Camera del Lavoro di Torino, restano riferimenti fondamentali per chi vuole dare senso alla vita sindacale e politica, all'impegno sociale.

Vi invitiamo ad aprire gli allegati

Allegato:
compagno_alasia_unidea_di_sinistra_tropea.pdf
alasia_un_vero_socialista_novelli.doc
addio_al_compagno_alasia_lospiffero.doc
maestri_e_operai_uniti_alasia.pdf
la_memoria_e_lattualita_alasia.pdf
la_vita_di_gianni_alasia_valfre.doc
addio_partigiano_gianni_dosio.doc
in_ricordo_di_gianni_alasia_marucco.doc
ricordo_di_gianni_alasia_avonto.doc

1 commento
  1. bonino gian luigi
    bonino gian luigi dice:

    Grazie per la raccolta di documenti. per me Alasia ed altri compagni erano talmente grandi che non mi sarei mai osato disturbare. Con compagni non intendo solo i comunisti, ma tutti i compagni di lavoro. Vedi ho in casa una cartolina che era prodotta nella Cina Popolare di Mao. La cartolina in sè è molto bella perchè raffigura un operaio che studiando spezza le catene dello sfruttamento. Pensp sia quello che ha sempre cercato di far capire Alasia. Cari saluti Gian Luigi Bonino

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