Il Piemonte, nella crisi, rimane un osservatorio del produrre e del rapporto tra città e «contado», per come muta dopo la ritirata del fordismo e l'esaurirsi del ciclo del capitalismo molecolare. Nell’area Torinese la grande industria conformava il territorio con luoghi produttivi e funzioni, con al vertice l'oligarchia (le élite industriali, le grandi banche) insediata a Torino. La de-industrializzazione e l'emergere di nuovi protagonisti territoriali stanno producendo nuova mappa oltre lo schema capoluogo e territori. L’attenzione è stata in questi giorni polarizzata dalle dichiarazioni sulla vendita o affitto dei grandi spazi di Mirafiori ad altri produttori stranieri: la prima sostenuta da Giorgio Airaudo ( Responsabile Nazionale Auto della Fiom), la seconda rilanciata direttamente dall’ad Fiat Sergio Marchionne. In ombra sono andate le notizie riguardanti i settori che nel Torinese ed in Piemonte hanno programmi di sviluppo e di crescita, quelle riportate dal Rapporto dai territori che periodicamente pubblica Il Sole 24 Ore.

Alleghiamo parte degli articoli pubblicati dal Rapporto sul Piemonte

Alleghiamo inoltre il preoccupante rapporto di Bankitalia sul Piemonte che esponendo dat complessivi e medi non evidenzia i casi positivi sopra richiamati.

 

Allegato:
mappa_complessa_poliarchia_bonomi.pdf
indotto_itc_snmart_city_piemonte.pdf
soft_economy_piemonte.pdf
grandi_eventi_e_culture.pdf

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