Mancano 350-380 milioni al bilancio preventivo 2012 del Comune di Torino. E’ questa l’imponente somma da reperire per rientrare nel Patto di Stabilità non rispettato nel 2011 per aver deciso di pagare parte dei debitori ( aziende) in attesa da molti mesi. Da tempo i Comuni e l’Anci rivendicano una modifica di alcune norme anacronistiche che paralizzano gli Enti Locali, impedendo di pagare e fare investimenti anche quando  le risorse economiche sono disponibili. Il Comune di Torino decide lo stop a tutte le spese obbligatorie ed accelera per la vendita di parte delle quote in suo possesso delle Aziende Municipalizzate (fatta accezione per la Smat, acquedotto): una strategia di privatizzazioni (lo slogan forte del liberalismo economico) per ora prova di una strategia industriale delle municipalizzate ( utility) che punti a vendere sul mercato mondiale ( ai paesi emergenti ad esempio) i suoi preziosi servizi incrementando commesse, risorse ed occupazionale qualificata. Nessuna riflessione se e come utilizzare lavoratori in Gig e mobilità per "lavori socialmente utili" dando sostegno ai servizi ed attività di manutenzione ordinaria in crisi di risorse.

In allegato alcuni articoli per saperne di più

Allegato:
altro_buco_bilancio_torino_voce_del_popolo.pdf
fassino_stop_alle_spese_longhin.pdf
parte_la_vendita_di_azioni_gtt_privatizzazioni.doc
torino_vende_quote_partecipate_guccione-greco.pdf
oltre_il_socialismo_municipalizzato_santilli.pdf

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