Nulla sarà come prima? Siamo sulla stessa barca o nello stesso insidioso mare ma con barche ben diverse? Cosa fare per l’emergenza?

La solidarietà che si è manifestata in molti settori è in grado di dare risposte per cambiare le cose che da molto tempo “zavorrano” paese?  Sono interrogativi che si ritrovano nei quattro articoli allegati.

Gian Giacomo Migone in “L’emergenza in otto punti: ecco cosa deve fare l’Italia”, su Il Fatto Quotidiano, articola in otto punti la sfida e i consigli per questa emergenza che durerà per più mesi. Dalla tutela del personale sanitario, alla troppa burocrazia, ai problemi delle categorie più deboli: non siamo tutti uguali di fronte al virus. Le istituzioni imparino a distinguere per far ripartire il Paese. È assurdo far valere regole uguali in aree colpite in modo diverso: parificando Lombardia a Sardegna o Umbria. La bolla mediatica sulla pan­demia oscura alcuni elemen­ti di fatto e le indicazioni ba­nali che ne derivano. Provo ad elencarne alcuni, di cui il governo, ad oggi sostenuto dalla maggioranza degli ita­liani, potrebbe tenere conto… Così inizia Gian Giacomo Migone per proseguire aprire l’allegato.

Il sindaco di Torino Chiara Appendino, intervistata da Jacopo Ricca, La Repubblica, insiste sul concetto sociale e politico “Ora basta con la caccia all’untore, è il tempo dell’unità e non della rabbia… In un Paese civile nessun cittadino deve sentirsi in diritto di sostituirsi alle autorità preposte ai controlli.” Sottolinea il valore della solidarietà perché “Non è vero che siamo tutti uguali di fronte al coronavirus, questo dobbiamo ricordarlo”.  (…) v.allegato

Domenico Quirico in “Il virus non è uguale per tutti”, La Stampa, così scrive “ Nello scenario torvo di una pandemia che si propaga nell’invisibile e attacca dall’interno circola una narrazione consolatoria, e ipocrita, a cui soprattutto nel momento del ritorno a una approssimativa normalità occorrerà prestare maggiore attenzione. Per annusarne i pericoli ed evitarne i sedimenti impuri. È la tesi secondo cui la tragedia del virus ci ha resi in fondo tutti eguali. La “influencer” con conto milionario di via della Spiga e l’irrimediabile Lazzaro delle periferie che vive nel cerchio della sopravvivenza.(…). A questa così involontaria e dolorosa solidarietà vengono ancorate, nientemeno, le ipotesi di una palingenesi prossima ventura delle ignave società occidentali. Ebbene, forse è vero proprio il contrario. Nulla è più ineguale di questa pandemia che ha ritmato e allargato brutalmente le distanze tra classi, gruppi, categorie, li ha squarciati in mille pezzi. Prosegue con riflessioni su chi è morto e dove, su cosa succede per la scuola, cose che potete approfondire leggendo l’allegato.

Umberto Galimberti su La Repubblica, 25 Aprile, in Una pandemia non è una guerra” sottolinea che l’intuizione che alimenta un paragone simile ha in vista sostanzialmente la ripresa economica di società opulente consumiste con speco e scarto di beni e alimenti che finiscono in discariche come mai visto nella storia…Voler ripartire per ritornare ai livelli precedenti l’epidemia a me pare non solo impossibile, ma addirittura molto pericoloso. Prima della comparsa del coronavirus cominciava a farsi strada una certa sensibilità ecologica (…) La pandemia ha spento questa sensibilità e oscurato i numerosi avvertimenti della scienza (…) Anche il disastro ecologico  mette a rischio la vita. Ma siccome non lo si tocca con mano nel nostro vivere quotidiano, siccome non ci obbliga a stare in casa e neppure a far le code ai supermercati o a mettere le mascherine, il disastro potrà continuare indisturbato, perché le esigenze economiche per tornare al precedente stile di vita lo richiedono. (…) per continuare aprire l’allegato

1 commento
  1. mario dellacqua
    mario dellacqua dice:

    SIAMO TUTTI NELLO STESSO MARE,
    MA NON SULLA STESSA BARCA
    “Le ricerche di case in affitto con piscina nei comuni costieri sono addirittura quadruplicate in Sicilia, Liguria e Toscana. Nelle prime due settimane di aprile a Palermo le abitazioni con piscina vengo noi cercate sei volte di più rispetto al periodo precedente. Nella costiera ligure è sicuramente Santa Margherita a fare da padrona a questa tendenza con un aumento di ricerche di ben 43 volte in sole tre settimane”.
    Apprendiamo queste notizie dal “Sole 24 Ore” del 4 maggio 2020.
    Mentre Enrico Letta dichiara a “La Stampa” che stavolta è molto peggio del 2011 e che “l’immagine davanti ai nostri occhi è quella dell’abisso che ci può inghiottire”, l’unica buona notizia che ci rassicura è il definitivo seppellimento della tassa di solidarietà proposta dal capogruppo Pd Graziano Delrio.

    Vedi E’ record di ricerche per le ville al mare, “Il Sole-24 ore”, 4 maggio 2020, p. 16;
    F. BEI, Ci giochiamo tutto, “La Stampa”, 4 maggio 2020, p. 9.

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