Raffaele Morese in “Sindacato e Ong nel mirino di posizioni non condivisibili” (vedi allegato) inizia così la sua analisi. In queste ultime settimane, nel mirino delle polemiche mediatiche e immediatamente anche politiche, sono finite le organizzazioni sindacali e quelle umanitarie. Obiettivo principale il loro discredito. I percorsi sono stati paralleli e ritengo (e spero) senza regie particolari (…). Nel mirino di Morese ci sono: le intenzioni del M5S di voler limitare l’iniziativa sindacale alla sola modalità di democrazia diretta, le iniziative del Presidente dell’Inps Boeri che per l’ennesima volta propone interventi restrittivi per le pensioni dei sindacalisti che, in aspettativa e distacco, si possono avvalere elle norme per i contributi aggiuntivi. E poi il referendum Alitalia.

Anche Annamaria Furlan, nel suo intervento a conclusione del XII Congresso Regionale Cisl del Piemonte, ha seguito – per il punto sul discredito al sindacato – la “scaletta” di Morese, seppure per quanto abbiamo udito con molta retorica (in parte positiva, in parte vuota e stancante). Al momento non abbia nè audio nè testo da allegare.

I rapporti tra Boeri, le confederazioni Cgil,Cisl,Uil e anche con il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano sono critici da tempo. Gli si contestano due fatti principali: l’eccessivo protagonismo di proposta, la denuncia tendenziosa o non reale di situazioni pregresse anomale, di sollecitazione al Governo e al Parlamento di porvi rimedio.

Tranne eccezioni noi condividiamo le iniziative di Tito Boeri, che si è alienato le simpatie di una parte significativa delle rappresentanze sociali e politiche.

Con questo nostro articolo (e gli allegati) ci proponiamo l'approfondimento di un solo punto, quello relativo alla possibilità, consentita dalle norme vigenti, per i sindacalisti, in aspettativa e in distacco, e per i giornalisti-deputati, di costruirsi con i contributi aggiuntivi (a volte anche in modo irregolare, come ha sentenziato la Corte Costituzionale) un montante complessivo per percepire una maxi-pensione, come ad esempio il caso Bonanni, uno dei pochi a diventare pubblico, ahinoi, non già per volontà di trasparenza ma per sorde beghe di palazzo per organigrammi futuri dell’assetto confederale, in previsione del suo avvicendamento.

Serve rileggere l'articolo di Alessandra Spirz, Unpgi, del 2015, “privilegi, sindacalisti e giornalisti-parlamentari: pensioni d'oro a spese dei colleghi e dello stato” che richiama e spiega i meccanismi e le norme che possono determinare una maxi-pensione. Non tutti quelli che potrebbero utilizzarli lo fanno.

Quanti sono stati e quanti sono nel sindacato ad averlo fatto? Quanti correttamente e quanti in modo anomalo, se non anche truffaldino? Probabilmente non molti, ma sicuramente tutti di alto livello e per questo la “casa di vetro” – il vetril, lo straccio e l’olio di gomito declamati da Annamaria Furlan – continua ad avere i vetri opachi o “fumé”.

Non riassumiamo il didattico articolo della Spirz, invitandovi a leggerlo con attenzione. (allegato). In quel periodo in cui è stato scritto, prima dell’Assemblea Organizzativa di Riccione, era ben vivo il caso Scandola, anche se in casa Cisl si scelse di non approfondire e si esorcizzò quel problema dal dibattito, ripiegando sul nuovo Regolamento che sancì un “condono con oblio” sui casi irregolari e “scandalosi” di dirigenti sindacali apicali.

Siamo alla vigilia della presentazione del libro “Prendere parola – il caso Scandola” che avverrà a Verona il 26 Maggio al pomeriggio e nel ripescare ricordi abbiamo anche trovato quello di un segretario regionale di categoria che, in una riunione di una trentina di persone a Torino, propose che per risanare i casi “anomali" del passato – quelli denunciati da Scandola e quelli ancora non noti – i diretti interessati all'essere fuori "dalle indicazioni del precedente Regolamento” versassero il “supero” ad un fondo di solidarietà confederale per sostenere i bilanci in difficoltà delle strutture più periferiche, ben necessarie per estendere l’azione del sindacato. Bella e positiva proposta, non trovò sponde e si perse. Non rispuntò all’Assemblea di Riccione e neppure,ora, a distanza di tempo, al Congresso Cisl Regionale del Piemonte. Silenzio di tomba e …fuoco alle polveri – con espliciti e taciti consensi – contro il Presidente dell’Inps Boeri che dovrebbe limitarsi a gestire nel silenzio e non gettare discredito sui sindacalisti in aspettativa e distacco..

Quanto presentato in questo articolo può ben far capire perche nella Cisl siano finora naufragate tutte le iniziative su due problemi, ben evidenziatisi nelle denunce di Scandola. Ci riferiamo a :

  •  pubblicare annualmente gli estratti conto del contributi versati all'Inps per i dirigenti sindacali nazionali, regionali, territoriali;
  • trasformare in organismi di terzietà (costituzione e regole) i collegi dei probiviri.

Così va il mondo sindacale, così va la Cisl, ma prima o poi sarà costretta a cambiare. E noi speriamo in meglio. Per un'altra trasparenza, per un'altro modello di partecipazione.

Allegati

– Sindacato e Ong nel mirino di posizioni non condivisibili_R.Morese

– Privilegi, sindacalisti e giornalisti-parlamentari: pensioni d'oro_A.Spirz_2015 www.puntoacapo.org  

Home page n.194_ Nuovi-Lavori.it

–  Polemica Boeri-Damiano_ link per rassegna stampa

 

 

Allegato:
sindacato_e_ong_nel_mirino_morese.doc
privilegi_per_sindacalisti_e_giornalisti-parlamentari_spirz_2015.doc
boeri_damiano_rassegna_stampa_maggio_2017.doc
home_newsletter_n._194.doc

1 commento
  1. redazione-d84
    redazione-d84 dice:

    Mentre Annamaria Furlan, dal palco del Lingotto al Congresso Regionale Cisl del Piemonte, magnificava il risultato per aver portato a casa l’accordo unitario tra sindacati e governo, il settembre scorso, veniva rinviato per l’ennesima volta il confronto al Ministero del Lavoro per la “fase 2” della previdenza, prevista in quell’accordo. Restano tutt’ora in piedi i ritardi per l’avvio dell’Ape e tutte le incertezze su Ape sociale e lavoratori precoci, mentre sono ancora da aprire i dossier su giovani, flessibilità, lavoro di cura e rivalutazione di quelle in essere.
    Anziché dedicare troppo tempo ad attaccare i populismi altrui, il “quartier generale” della Cisl dovrebbe porre una maggior attenzione e fermezza per evitare che proprio quell’accordo di settembre non subisca un progressivo svuotamento e disattesa su importanti punti, fino a trasformarsi in una sorta di best seller di “populismo sindacale”. Ricordiamo che i giovani da quell’accordo hanno ricevuto ben poco… E’ un dialogo sociale zoppo, ancoriamoci ai fatti . Ero al Congresso Cisl, sono stato deluso dalle conclusioni. Ernesto
    * messaggio pervenuto alla redazione giovedì 11 maggio

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