Rivince il popolo dei referendum 2011. Storica sentenza della Consulta ( Corte di Cassazione) che ha abrogato l’articolo 4 della Finanziaria–bis 2011 (Dl 138/2011) del Governo Berlusconi, ripreso e rafforzato dal decreto Cresci Italia del Governo Monti ( art. 53 del Dl 83/2012),  che di fatto imponevano la privatizzazione dei servizi pubblici; ora gli enti locali sono liberi di scegliere se privatizzare o no. Ci saranno ancora altre manovre di aggiramento della volontà popolare espressa nei referendum del luglio 2011. Per esempio i tentativi di aggirare l'abrogazione della norma che vieta la remunerazione del capitale al 7%, attraverso l’aumento delle tariffe del servizio idrico. La Consulta si è pronunciata su un ricorso presentato da sei Regioni: Umbria, Puglia, Lazio, Marche, Emilia-Romagna e Sardegna. Ora, però, servono nuove idee per la gestione dei servizi idrici pubblici e dei servizi in generale. Idee che propongano dove e come reperire risorse economiche per i necessari investimenti di ammodernamento e di manutenzione straordinaria senza ricorrere all’aumento delle tariffe o ai crediti con elevati tassi. Subito dopo il Referendum del 2011 il Presidente della Regione Toscana avanzò l’idea di costituire Pubblic Company finanziate con il risparmio privato dei cittadini dai cittadini ad un tasso superiore di quanto oggi concedono le Banche ma inferiore a quanto imponeva la norma che è stata abrogata dal Referendum, il 7%.  

La Sentenza rappresenta una vittoria di istituzioni, movimenti e  cittadini che in tutto questo tempo hanno combattuto per vedere riconosciuto un diritto ai beni comuni e pubblici, ma soprattutto ripristina il rispetto a chi intendeva aggirare la volontà popolare che si era espressa nel referendum.

Vengono soppresse le norme sui limiti economici per gli affidamenti in house, preclusi per servizi di valore superiore ai 900mila euro annui (diventati poi 200mila con il decreto liberalizzazioni 1/2012 del Governo Monti), all'obbligo per gli enti locali di effettuare analisi di mercato entro il 13 agosto prossimo per giustificare l'attribuzione di diritti di esclusiva (già si parlava di una proroga da inserire nella legge di conversione al decreto di revisione della spesa) e, ovviamente, a tutte le norme dei provvedimenti attuativi.

Per approfondire leggi i sette articoli allegati

Allegato:
una_sentenza_storica_rodota.doc
acqua_e_servizi_pubblici_bocciatura_consulta_trovati_il_sole.doc
acqua_pubblica_consulta.pdf
acqua_la_consulta_non_la_beve_palladino.doc
un_colpo_al_liberismo_mattei-lucarelli.doc
brusca_frenata_per_liberalizzazioni_trovati_il_sole.pdf
stop_allarticolo_4_consulta.doc

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *