I documenti  (vedi allegati ) di Gianni Marchetto  fanno riferimento a due situazioni precise nel tempo e nello spazio. Il progetto San Donato fu elaborato e lanciato 34 anni fa con l’obiettivo ben riassunto dal suo nome: “ Dalla fabbrica al territorio: salute & prevenzione”.Il secondo documento riguarda una situazione attuale: il piano socio-sanitario zonale riguardante l’area di Venaria e comuni limitrofi. Il terzo, è una premessa di Marchetto alla pubblicazione degli stessi.

Basta leggere il bollettino speciale sulla sanità pubblicato dalla federazione CGIL-CISL-UIL nel 1978 per misurare le tante differenze tra la situazione di allora e di oggi. Si parla di Michelin, Teksind, fabbriche medie e piccole, lavoratori occupati nella stessa fabbrica per lunghi periodi, se non a vita, omogeneità di situazioni produttive. E’ evidente il contrasto con l’oggi: al posto dei grandi stabilimenti c’è la “spina due”, le piccole aziende sono quasi sparite, la precarietà è diffusa e la definizione di quartieri dormitorio – esempio quello storico delle Vallette – non appare più appropriato. Si potrebbe continuare , ma è sufficiente leggere il secondo allegato sul piano di zona di Venaria – la città, oggi della Reggia, integrata nella banlieau di Torino – non più dormitorio/ghetto, disomogenea,  per avere una descrizione chiara della diversità.

Allora perché invitare a discutere i contributi di Gianni? Forse per far conoscere  ai più giovani  cosa ha fatto, o tentato di fare, chi è venuto prima ? Non si tratta di questo. Se si va oltre alle diversità si possono intravedere collegamenti e temi attuali.

Il più importante riguarda il metodo alla base dell’intervento. Può, in teoria sembrare la scoperta dell’ombrello, affermare che bisogna conoscere prima di agire rischia la banalità, ma per conoscere bisogna analizzare, raccogliere dati, sentire esperienze, ordinare informazioni in modo coerente con gli obiettivi, cogliere le peculiarità.

Il metodo non è solo tecnica ma scelta del modo d’operare: un dato politico. Gianni ha ragione nel sostenere che a distanza di molto tempo il progetto S. Donato è ancora un valido riferimento a cui ispirarsi. Aggiungo soprattutto nel metodo. Si chiamino mappe o quadri descrittivi minuziosi la sostanza non cambia. E’ il modo con cui si traccia la mappa o si dipinge il quadro che fa la differenza. Proprio attingendo a questa che Gianni può avanzare osservazioni critiche non generiche o di maniera al piano di zona di Venaria, e fare delle proposte concrete di intervento.

Ma allora il progetto San Donato ha un valore sempiterno, che non muta al contrario delle cose? No ma per rispondere a questa domanda occorre porsi delle altre. Che cosa non vale più? Che cosa ancora? Cosa va modificato, innovato e inventato? Su questo la discussione è aperta, o meglio da aprire  visto che non è mai stata fatto fino in fondo.

Invitando pertanto ad intervenire avanzo una mia prima osservazione. Se le fabbriche non ci sono più o non sono più riferimento di un intero territorio, se gli addetti nei servizi, dalle pulizie alle imprese di elaborazione dati, superano di gran lunga quelli dell’industria e precarietà e mobilità sono il dato marchiante, chi è il gruppo omogeneo?

Non si deve necessariamente parlare di riferimenti plurali omogenei non solo per problematiche (età, lavori, etc.) ma anche per esperienze particolari?

Nel progetto San Donato non si ignorava questo aspetto ma era soprattutto un corollario alla centralità della fabbrica. Si indicava la necessità sul territorio della partecipazione di associazioni e forme di aggregazioni.

Credo che oggi la priorità spetti al territorio. Da qui la necessità di innovare e inventare strumenti. Sorge il problema dei problemi. Chi innova, chi sperimenta? Il modo di operare del sindacato di oggi, dove la confederalità non è più cultura, l’ unità ancor meno e la partecipazione ridotta alla presenza di commissioni tecniche?

Discutiamo anche di questo se ..ne sentiamo la necessità. Altrimenti è davvero cambiato tutto, in particolare il sindacato e il suo modo d’agire. Che è sostanza non parole.

Allegato:
premessa_di_marchetto.doc
il_progetto_san_donato.pdf
welfare_a_venaria_marchetto.doc

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