I fatti di Bronte sono stati un’ombra pesantissima sulla leggenda garibaldina. Approfonditi e conosciuti da pochi, per l’imbarazzo di offuscare la figura dell’eroe. Una storica inglese ricostruisce la strage, dell’agosto 1860, di contadini nel feudo siciliano che era stato donato, 61 anni prima all’ammiraglio Nelson dal Re di Napoli, Ferdinando III. E’ Masolino D’Amico che scrive su La Stampa il 19 luglio nella sezione Cultura. Nel 1860 il paesino etneo di Bronte era tra i luoghi più depressi di tutta la Sicilia, ma quando, incoraggiati dalle notizie dello sbarco dei Mille, i contadini affamati si provarono a occupare le terre, la loro ribellione fu sanguinosamente repressa dagli stessi garibaldini, pronti a schierarsi con l'ordine costituito. L'episodio è stato rievocato, più o meno polemicamente, più volte, anche in una pellicola di Florestano Vancini del 1972 (Bronte, cronaca di un massacro), che la Rai dopo averla commissionata come serie di tre puntate mandò in onda una volta sola, in veste ridotta e in un giorno diverso da quelli in cui abitualmente si trasmettevano film. Oggi il libro di una storica inglese, Lucy Riall – Under the Volcano – Revolution in a Sicilian Town (Oxford University Press) – ricostruisce con eccellente documentazione la vicenda, i cui antecedenti e il cui seguito sembrano istruttivi almeno quanto il fatto stesso.

 I tragici fatti avvennero tra il 2 e 10 agosto del 1860, e sono ricostruiti anche su un sito di Bronte.

Allegati

  • Bronte 1860, c’era Nelson all’origine del massacro di Masolino D’Amico – La Stampa

Vedi anche quei giorni su sito http://www.bronteinsieme.it/2st/mo_601a.html#fucilazione

Allegato:
bronte_1860.doc

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