Abbiamo ricevuto da Carlo Cefaloni  di Cittànuova.it questa lettera. Da qualche tempo stiamo affrontando su Città Nuova il caso emblematico della fabbrica di bombe situata in Sardegna ma di proprietà di una società tedesca che invia gli ordigni prodotti direttamente dall’aeroporto di Cagliari Elmas verso l’Arabia Saudita, Paese a guida della coalizione impegnata nella guerra in Yemen dove usa quelle armi pesanti sulla popolazione civile. senza risparmiare ospedali e scuole.

Con varie associazioni nazionali abbiamo promosso il 21 giugno una conferenza stampa alla Camera per chiedere lo stop all’invio di bombe verso il Paese in guerra esigendo il rispetto della legge 185/90 e riattivando i percorso di riconversione industriale previsti nella stessa legge.

La mozione presentata alla Camera è stata bocciata dall’asse pd centro destra mentre un comunicato congiunto di Confindustria, Cisl e Cgil del posto hanno ribadito l’importanza della produzione che assicura il lavoro in una zona in crisi come il Sulcis, non aprendo alla riconversione economica e produttiva di un territorio che resta sotto il ricatto tra lavoro e concorso alla guerra.

Vi chiedo perciò se come spazio di confronto del sindacato lontano da certe omissioni e cedimenti strutturali, dal vostro sito si potesse porre la questione in questo modo: 

1.  A che punto è la crisi del lavoro oggi in Italia se addirittura alcune sigle sindacali decidono di fare un comunicato con confindustria per negare ogni spaio di dibattito sulla riconversione di una fabbrica che invia bombe ad un paese coinvolto con un disastro umanitario?

2. è comprensibile da parte dei lavoratori percepire ogni ipotesi di riconversione come una minaccia dell’occupazione, ma non esiste un dialogo tra le organizzazioni sindacali sulle politiche industriali incentrate su come, cosa e per chi produrre senza lasciare mano libera alla proprietà da attirare con agevolazioni e incentivi?

3.  Come si può sperare nell’impegno sociale e politico di fronte al silenzio della maggior parte dei deputati che, pur d’accordo con l’idea di non concorrere al massacro in corso, non se la sono sentita di votare contro le indicazione di partito imperniate sui rapporti tra Arabia Saudita e Usa,  

Come sindacalmente.org abbiamo così risposto. Certamente! E' da tempo che vogliamo aprire questo capitolo. Per due motivi. Il primo, per una vicenda di produzione militare avvenuta nel torinese negli anni 70, il caso della Moncenisio di Condove in Valle Susa, affrontato unitariamente da sindacati e movimento non violento valsusino.  Allora, l'intera assemblea dei lavoratori, dopo un lungo lavoro di preparazione, approvò all'unanimità un odg che richiedeva all'azienda di non accogliere più commesse militari avviando la riconversione. Secondo, è bene mettere alla prova le tante dichiarazione della Cisl Confederale, della Segretaria Generale Annamaria Furlan, sempre pronte a dichiararsi d'accordo con Papa Francesco, per poi nei fatti agire “dimenticandosi” di quanto detto con buona retorica.

Per maggior informazione attivare i link sottostanti e aprire gli allegati

********************************************************************************

https://www.cittanuova.it/lindifferenza-limpegno-davanti-alla-guerra/

https://www.cittanuova.it/armi-guerre-francesco-risponde-ad-iglesias/

https://www.cittanuova.it/riscatto-del-sulcis-un-lavoro-libero/

http://www.cittanuova.it/gruppo/    Il Gruppo Città Nuova nasce negli anni Cinquanta per diffondere una cultura legata ai valori del dialogo e dell’inclusione, in vista dell'edificazione di una società basata sul rispetto, sulla condivisione e sull’unità.

Allegati

 

Allegato:
o_le_bombe_o_niente_lavoro_rwm_carlo_cefaloni.doc
iglesias_voto_in_consiglio_riconvertire_rwm.doc
convegno_riconversione_rwm_iglesias_3-12-2017.pdf

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *