Pessima notizia per il sindacato e per la Cisl, ma può essere un’ottima notizia per la politica. Scelta spontanea? Pensiamo “spintanea” dalla Confederazione. In Cisl si chiude l’epoca dell’autonomia delle categorie.

Non pensate a nessun rammarico e a nessuna dietrologia, ho sempre detto che bisogna fare più esperienze possibili per continuare a dare il senso alla propria esistenza, ho appena compiuto 50 anni e dopo 25 anni di Fim penso sia giusto cambiare reparto nel proprio impegno (…) C’è un tempo per ogni cosa e per me è giunto il momento di lasciare spazio ad altri. Questa è sempre la migliore condizione per proteggere la Fim e tutte le sue donne e gli uomini nelle sfide sempre più alte che solo il sindacato riformista ha il coraggio di assumersi (…). Con una lettera, (v.allegato) indirizzata al Consiglio Generale della Fim-Cisl, e al segretario generale della Cisl Annamaria Furlan, Marco Bentivogli ha presentato le sue dimissioni irrevocabili da segretario generale della Fim_Cisl.

Marco Bentivogli

Marco Bentivogli ha saputo conquistare difficili successi in trasferta (all’esterno del sindacato) ma è stato incerto e contraddittorio nel dar vita ad un aperto dibattito in casa (nella sua categoria e nella Cisl) per una diversa democrazia partecipata e per strategie confederali conseguenti alle trasformazioni dell’era digitale, delle migrazioni, dei mutamenti climatici. Ha certamente vinto con gran merito la battaglia d’immagine (cosa difficile) rompendo il monopolio “regalato” dai media alla Fiom e alla Cgil, cercando e trovando spazio verso redazioni “refrattarie” al sindacato. Ha scritto libri per favorire la discussione e la conoscenza sulle nuove tecnologie.

Ha citato spesso Pierre Carniti dimenticando (volutamente o per calcolo che in tal caso si è rilevato un clamoroso errore) come quella leadership si fosse consolidata passo dopo passo, con coraggiose battaglie unitarie nella categoria e altrettante sfide sui contenuti rivendicativi e sulla democrazia e rispetto del dissenso nella Cisl ( Bentivogli, ha ratificato con il voto in esecutivo Cisl anche quei commissariamenti decisi dalla Segreteria Furlan per mere finalità di governo centralizzato con “amici fedeli” , anche sul clamoroso caso Scandola dopo averne preso inizialmente le difese con ferme parole si è alla fine allineato). In questo squilibrio strategico lo spazio conquistato all’esterno da Bentivogli è stato “mal digerito” (anzi è diventato una sorta di boomerang) dai vertici confederali (deboli nella strategia, nell’immagine, ma autoritari e repressivi oltremodo) che hanno facilmente coagulato l’insieme delle categorie contro Bentivogli, specie in occasione di suoi vistosi scivoloni di metodo e di merito ( es. il manifesto firmato con un ministro in carica, l’invenzione di frasi in bocca a segretari territoriali mai dimostrate), che hanno contribuito al suo isolamento in Cisl (vedi lettera allegata dell’esecutivo del 19 luglio 2019).

Il sistema organizzativo-repressivo della gstione Furlan per chi “non marcia allineato e coperto

Non aver scelto, o non essere riuscito, a “accendere” il confronto nella Cisl pensando di supplire con il “successo esterno” è stato il suo tallone d’Achille determinando – unitamente al suo carattere spigoloso – una guida della stessa Fim che non ha certo valorizzato il senso critico, a partire dall’analisi sulle conseguenze delle innovazioni tecnologiche sul quadro complessivo per l’occupazione. Ma resta ben chiaro che la gestione Bentivogli è tutt’altra cosa da quella di Annamaria Furlan, un sistema organizzativo-poliziesco per isolare e reprimere chi non è “allineato e coperto” con il dixit del vertice. Guai a pensare che – di notte – tutti i gatti sono bigi!

Nonostante queste contraddizioni le dimissioni di Marco Bentivogli chiudono l’epoca dell’autonomia delle categorie, ora sono tutte “in armonia” con la Confederazione, come commenta il9Marzo.it nell’articolo ” Fine di un’anomalia” (v.allegato)

2 commenti
  1. mario dellacqua
    mario dellacqua dice:

    Quando viene meno la chiarezza e la lealtà del confronto esplicito sui programmi, sulle strategie, sui modelli organizzativi, c’è solo posto per lotte di potere combattute, vinte, perse e negate. Molto triste rilevare questa malattia, ignorata e dominante.

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  2. toni ferigo
    toni ferigo dice:

    Se fossi un membro del consiglio generale non mi accontenterei della lettera inviata dal segretario generale per comunicare le sue dimissioni irrevocabili, L’andar via del più alto dirigente di una organizzazione sindacale è, soprattutto nel momento che si sta vivendo è di per sé un fatto politico e richiede spiegazioni politiche,. Non basta la motivazione esistenziale e un po’ sbrigativa che le esperienze danno senso all’esistere,. Non so quale sia quella nuova,. Se si trattasse di politica si sarebbe al limite della irresponsabilità,.
    Uno dei problemi maggiori per il sindacalismo oggi è come viene percepito da una grande parte della popolazione e anche nel mondo del lavoro; parte di una casta fatta di politici e persone ad alti incarichi in associazioni ed organizzazioni,. Certamente una definizione qualunquista e proprio per questo distruttiva che si combatte con atti che dimostrino che non è così,. Non bastano tante interviste e dichiarazioni ,serve offrire una immagine altra,. Preoccupazione ben presente a molti dirigenti nel tanto criticato 900,. Da Di Vittorio a Pier Carniti,.

    Altra motivazione della mia insoddisfazione è il modo,. Bentivogli è stato scelto da un congresso e deve spiegare quali sono le reali ragioni che toccano anche chi lo ha eletto delperché se ne va,. Che lo faccia “ senza amarezza” e complotti ,pertanto senza rimpianti e con soddisfazione per la nuova esperienza, fa pensare che la discussione, se c’è stata , non abbia coinvolto molti attivisti,( il termine militanti non va più bene ci è stato detto), oppure che sia stato spinto fuori senza che se ne sia rincresciuto, Si passa ad altro , forse pensato e contrattato da tempo.
    Nella lettera manca tutto questo., per questo non è un buon servizio alla FIM CISL. Bentivogli non manca di capacitò, volontà e determinazione anche eccessiva,.Lo ha dimostrato nella sua politica estera e anche nella sua carriera nel sindacato,. Diversi comportamenti non sono stati molto lontani da quello della segretaria della CISL,. Una certa dose di autorefenzialità non è mancata,.
    Insomma la lettera non mi è piaciuta e accresce il mio rammarico sul sindacalismo del XX secolo,. Ogni tanto ho paura di avere ragione

    Toni Ferigo

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