Nei giorni scorsi sono avvenuti due grandi fatti: in Turchia e in Europa. Riguardano le battaglie per la democrazia nel mondo musulmano. La nostra politica è distratta dal clima rissoso tra i partiti e non ha colto il senso di cosa è avvenuito e sta avvenendo. Così è stato pure per molti media. Eppure l’inizio dell’articolo “Una marea umana a Istanbul” di Marta Ottaviani, La Stampa del 10 luglio, è eloquente e cosi recita. Se non è un miracolo, poco ci manca. Il leader dell’opposizione, Kemal Kilicdaroglu, ha vinto la sua scommessa e non solo ha camminato per 25 giorni e 450 km, da Istanbul ad Ankara, con un cartello con scritto «adalet», in turco giustizia, ma lo hanno anche seguito in decine di migliaia. La Adalet yürüyüsü, la Marcia per la Giustizia, è stata un successo, contro ogni aspettativa. Il Gandhi della politica turca, come lo hanno ribattezzato i quotidiani locali per la sua somiglianza con il leader indiano e i modi miti, ha terminato ieri il suo cammino nella parte asiatica di Istanbul.

Sulla spianata non lontano dal Mar di Marmara si è data appuntamento una folla oceanica, di quelle che di solito porta in piazza solo il presidente della Repubblica Erdogan. E invece stavolta sì, si sono radunate, ma contro di lui. (..) per proseguire aprire l’allegato

In Europa sessanta iman sono in marcia sui luoghi degli attentati islamisti. E’ ancora il quotidiano di Maurizio Molinari, con un articolo di Walter Rauhe, La Stampa 11-7-17, a dare la notizia con un certo risalto seppure nelle pagine interne. I sessanta religiosi manifestano contro la jihad: “I musulmani si adattino ai valori occidentali”. Così si legge. Visto da lontano, il grande bus color grigio-argento che sosta in prossimità della Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche di Berlino, sembra uno di quei tanti bus turistici che soprattutto nella stagione estiva percorrono i principali monumenti e punti d’interesse della città. Solo la scritta impressa in diverse lingue sulle fiancate del pullman – «Marcia dei musulmani contro il terrorismo» – e la massiccia presenza di poliziotti e agenti dei servizi di sicurezza, sollevano il dubbio che nel caso dei passeggeri che stanno scendendo dall’abitacolo non si tratta di semplici turisti. Sono una sessantina di imam e rappresentanti di comunità islamiche in Belgio, Francia, Germania, Olanda, Portogallo, Spagna e Tunisia in viaggio da domenica per visitare i luoghi degli attentati terroristici di matrice islamista che in questi ultimi anni hanno insanguinato l’Europa. Partito sabato 8  luglio dalle Champs-Elysées di Parigi, il bus ha fatto la sua prima tappa domenica domenica a Berlino alla Breitscheidplatz, dove il 19 dicembre scorso il profugo di origine tunisina Anis Amri investì col suo camion il mercatino di Natale uccidendo dodici persone e ferendone altre 50. Il viaggio ha toccato ieri Bruxelles, dove gli imam hanno commemorato le 32 vittime degli attentati del 22 marzo del 2016 e proseguirà oggi alla volta di Saint-Etienne du Rouvray, dove il 26 luglio dello scorso anno venne assassinato padre Jacques Hamel. (…)  per continuare aprire l’allegato

 

Allegato:
una_marea_umana_a_istanbul_ottaviani_stampa.doc
gli_imam_europei_in_marcia_contro_la_jihad.doc
per_avere_musulmani_devoti_stampa_9-7-17.doc

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