Il mondo del lavoro boccia Renzi? Sì, è quanto emerge dalla ricerca dell'Associazione Bruno Trentin in collaborazione con Tecnè (vedi grafici allegati) che ha sondato campioni di popolazione con età superiore ai 18 anni su la fiducia economica, il clima sociale, il giudizio sul governo e la Cgil. Carlo Buttaroni, presidente di Tecné, commenta (allegato) il crollo di  fiducia di lavoratori, precari, disoccupati, pensionati e giovani verso il governo Renzi.

La ricerca si basa su dodici indicatori (la fiducia nel governo, nel parlamento, nei partiti, nei sindacati, nella magistratura, sulle prospettive e sulla situazione economica dell’Italia e della propria famiglia attuale, sulle attese sul mercato del lavoro, sul bilancio familiare e sullo standard di consumi) e su una scala 100-1 (dove 100 indica un clima molto positivo e 1 molto negativo), il clima sociale mostra un calo in tutte le categorie prese in considerazione: tra i lavoratori dipendenti e a tempo indeterminato l’indice è passato dai 40 punti del periodo aprile-giugno 2014 ai 31 dello stesso periodo del 2015. Tra i lavoratori precari da 39 a 24, tra i pensionati da 44 a 29, tra i disoccupati da 40 a 21, tra chi ha redditi inferiori a mille euro da 38 a 22 e tra i giovani di età compresa tra i 18 e 29 anni da 46 a 32.

Gli indicatori economici mostrato leggeri segnali di miglioramento, ma parlare, come si è fatto, di ripresa, è eccessivo. D'altronde lo 0,1 percento di aumento tendenziale del Pil registrato nel primo trimestre è veramente molto poco e appare più vicino a quella che, in termini economici, è chiamata "stagnazione". Lo sanno bene tutte quelle famiglie (e sono la gran parte) che faticano ad arrivare alla fine del mese e che, nella quotidianità, non trovano riscontri concreti ai toni, spesso trionfalistici, che accompagnano ogni comunicato dell'Istat che porta in dote un qualche segno "più”.

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Allegato:
il_mondo_del_lavoro_boccia_renzi_ricerca.doc
indagine_abt_tecne_469426.pdf

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