Ci sono in Italia 2,3 milioni di persone in cerca di lavoro; i finanziamenti pubblici ammontano annualmente a circa 20 miliardi (più di un punto del Pil); c’è un esercito di professionisti dei corsi di formazione ma sono centinaia le iniziative senza sbocco. Negli ultimi anni i casi di raggiro si sono quintuplicati. I precari e gli operai in esubero sono il target dei professionisti della disoccupazione che organizzano corsi di formazione, a volte finti, spesso inutili o senza sbocco occupazionale. Quanti sono gli enti che utilizzano i fondi per la ricollocazione dei lavoratori solo per giustificare la loro esistenza? Quali risultati hanno prodotto finora, quante persone hanno reinserito? Per rispondere a queste domande bisogna prima descrivere un sistema che attira ogni anno consistenti risorse.

Davide Carlucci e Antonio Fraschilla hanno avviato un’inchiesta pubblicata su La Repubblica del 20 Agosto. Peccato che sia nella settimana del post ferragosto, speriamo che non cada nel vuoto. Quanto è detto dovrebbe suscitare una forte discussione ed anche polemiche. Auguriamoci che siano almeno al pari degli argomenti scelti dalla politica ( in queste settimane nel Pdl) per fare “volare gli stracci” sulle cose insapute da illustri personaggi politci.

Leggi l’articolo allegato

Allegato:
INCHIESTA ITALIANA_Formazione lavoro.doc

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *