Possono cambiare molte cose in Europa ed in Italia da qui all’estate. Il risultato delle elezioni Presidenziali in Francia di domenica 6 maggio con il probabile successo del candidato socialista Hollande sarebbe un aiuto consistente a tutti coloro ( politici, economisti, cittadini) che propongono una strategia finanziaria-economica alternativa al rigidismo sui conti pubblici imposto da cartello guidato da Angela Merkel. Il dibattito nel nostro paese relega più spazio alla ricandidatura di Bossi alla segreteria della lega ( un siluro a Maroni) che all’approfondimento del confronto Hollande-Sarkosy che, mercoledì 2 maggio, ha avuto il suo clou nel lungo  faccia-faccia in diretta su due Tv francesi. Cambiamenti di alleanze governative o di stategie economiche-finanziarie sono avvertibili non solo in Francia ma anche in altri stati con governi di centro o centro destra ( vedi articolo allegato).

Il Primo Maggio nelle principali città italiane è stato celebrato sotto una cappa pesante di problemi: oltre alle severe critiche dei sindacati  non sono mancate atti di aperta contestazione, anche a Torino. Ampiamente documentati dai media.

Le sfide della politica si chiamano crescita nel mercato unico, controllo dei bilanci pubblici e possibilità di finanziare progetti strategici ( es. energia, economia digitale, trasporti e servizi) con eurobond emessi dalla Bce, non conteggiandoli per il calcolo dei parametri fissati da Fiscal Compact ( il recente patto fiscale varato dall’Europa) in ratifica nei paesi aderenti.

Entro settembre, la Commissione Europea presenterà 12 misure per stimolare un’economia europea stordita dal rigore. Si punta al rilancio della crescita con investimenti mirati, per aumentare la competitività e al tempo stesso contribuire a rilanciare la domanda nel breve termine sostenuti –  appunto – con i “project bond”. A fine Giugno ( dopo le importanti tornate elettorali in Francia, Grecia e Germania) il Consiglio Europeo sarà chiamato a pronunciarsi  a Giugno.

Il Governo Monti preme anche per combattere gli sprechi e rendere più efficace la politica di spesa dei contributi pubblici europei per il prossimo quadro pluriennale 2014-2020. Austria, Germania, Finlandia, Francia, Italia, Olanda e Svezia, hanno presentato al Consiglio Affari generali un documento in cui si richiede di riformare i meccanismi di assegnazione, verifica e controllo dei cinque fondi strutturali Ue (Fondo sociale europeo, Fondo europeo per lo sviluppo regionale, Fondo di coesione, Fondo per lo sviluppo rurale e Fondo pesca), condizionando l'erogazione dei finanziamenti Ue al rispetto della disciplina finanziaria nella gestione dei conti pubblici di ogni Stato membro. Nello specifico l’iniziativa riguarda i 432,5 miliardi previsti in totale dalla politica di coesione (336 miliardi), sviluppo rurale (90) e pesca (6,5).

L’Italia sollecita inoltre un “ruolo centrale” per la Banca europea per gli investimenti (la Commissione propone un aumento di capitale pari a 10 miliardi), per rafforzare la qualità della spesa e “garantire che siano finanziati dal bilancio comunitario solo i progetti economicamente sani”. La Commissione Europea ha per ora previsto per il 2013 solamente poco meno di 63 miliardi per crescita e occupazione.

Per approfondire leggi i file allegati

Allegato:
germania_e_politica_europea.pdf
guru_americani_contro_austerita.pdf

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