In Italia. e probabilmente anche negli altri paesi membri,  la campagna elettorale per il Parlamento Europeo è stata focalizzata su contenuti nazionali e la tematica europea è stata “schiacciata” dallo slogan “euro sì, euro no”. Dopo il 25 maggio dell’Europa sembra di essere al “passata la festa…”. Ora, sono in atto grandi manovre per le cariche istituzionali europee e per importanti ed auspicate decisioni sulle strategie monetarie ed economiche.

Abbiamo selezionato tre articoli di Antonio Lettieri, di Romano Prodi, di Guido Rossi, pubblicati l'8 e 9 giugno, che possono aiutarci ad avere un quadro di riferimento su quanto potrebbe succedere nelle prossime settimane.

Antonio Lettieri in “L’Italia di Renzi e l’Europa del 25 maggio “, sul sito eguaglianzaelibertà.it , articola in otto punti la sua analisi per sottolineare che la crisi è stata affrontata dalle autorità che guidano l’Unione con politiche sbagliate e disgraziatamente controproducenti. Le elezioni hanno avuto il merito dell’unica ribellione democratica possibile. Quei risultati potrebbero essere l’ultimo segnale d’allarme.

Romano Prodi in “Che occasione per l’Italia lo scontro sui vertici Ue”, su Il Messaggero, descrive ed esprime la sua opinione sulle schermaglie e conflitti per la designazione delle cariche istituzionali europee.

Guido Rossi in “Perché l’ideologia dei numeri non può sostituire la civiltà dei diritti” , su Il Sole 24 ore affronta i nodi del dibattito sul Pil come paradigma delle scelte economiche di austerità che hanno messo in ginocchi molti paese dell’Unione Europea. Argomenta con solidi ragionamenti su ”L’uscita dalla crisi globale, economica, e politica, dovrebbe dunque decisamente partire da una rivoluzione culturale, relativa proprio allo smantellamento della assoluta fede scientifica nei numeri (…) “.

Vi invitiamo ad leggere i tre interessanti allegati

 

Allegato:
litalia_di_renzi_e_il_voto_europeo_lettieri.doc
che_occasione_per_litalia_prodi.pdf
ideologia_dei_numeri_e_diritti_rossi.pdf

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